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Cgil, Cisl e Uil in piazza per il futuro del Lavoro

Un corteo pacifico e colorato. Palloncini, bandiere e striscioni hanno invaso le vie del centro di Roma, hanno sfilato fianco a fianco lavoratori e lavoratrici di tutte le categorie, giovani, donne, pensionati e migranti.

09/02/2019
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Migliaia di manifestanti hanno riempito le strade della capitale dietro le parole d’ordine #FuturoalLavoro. Una mobilitazione proclamata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil a sostegno della piattaforma unitaria con la quale le tre confederazioni avanzano le loro proposte e per chiedere al Governo di aprire un confronto serio e di merito sulle scelte da prendere per il futuro del Paese.

Tutto il mondo del lavoro è sceso in piazza per rivendicare la creazione di lavoro di qualità, investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, politiche fiscali giuste ed eque, rivalutazione delle pensioni, interventi per la tenuta sociale del Paese, a partire dal welfare, dalla sanità, dall’istruzione, dalla Pubblica Amministrazione e dal rinnovo dei contratti pubblici, maggiori risorse per i giovani, le donne e il Mezzogiorno.

Un corteo pacifico e colorato. Palloncini, bandiere e striscioni hanno invaso le vie del centro di Roma, hanno sfilato fianco a fianco lavoratori e lavoratrici di tutte le categorie, giovani, donne, pensionati e migranti (ascoltaleggi). All’arrivo del corteo in Piazza San Giovanni in Laterano, quando la coda era ancora a Piazza della Repubblica, hanno preso la parola dal palco: una infermiera del 118, una pensionata, un rider, un delegato dell’ex Ilva di Taranto, una delegata della scuola e un lavoratore di un’impresa edile (ascolta).

A concludere la grande giornata di mobilitazione gli interventi dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.
“È davvero uno spettacolo questa piazza così piena, così grande. E c’è ancora gente che deve mettersi in marcia per il corteo”. Queste le prime parole del segretario generale della Cgil Maurizio Landini dal palco, “in tanti mi chiedono – ha aggiunto – quanti siamo oggi. Ci sono troppi che danno i numeri in questo Paese: a loro dico, a questo punto, contateci voi”. “A quelli del governo dico: se hanno un briciolo di intelligenza ascoltino questa piazza e aprano il confronto. Noi siamo il cambiamento”. (leggiascolta).