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5° Congresso Internazionale dell'Educazione: come rispondere alle sfide della mondializzazione

In tutti questi anni l’Internazionale dell’Educazione ha analizzato, sotto vari aspetti, le tendenze in atto nel settore dell’insegnamento superiore Università/Ricerca e, al 5° Congresso di Berlino, dopo aver valutato il percorso compiuto fino ad oggi, ci si è interrogati sulle nuove strategie da mettere in atto per rispondere alle sfide della mondializzazione ed arrivare al prossimo congresso con nuovi risultati.

03/08/2007
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All’appuntamento pre-congressuale di Berlino sull’Università e la Ricerca si è fatta una analisi dettagliata delle tendenze in atto nel settore: dalle condizioni di lavoro del personale, alla fuga dei cervelli, alla violazione dei diritti umani e sindacali, all’impatto degli accordi commerciali sull’insegnamento e la formazione professionale quali l’AGCS (Accordo Generale sul Commercio dei Servizi) per capire meglio quali sono le conseguenze ed i rischi nel settore dell’Istruzione. In questo contesto, sono state evidenziate nuove sfide da affrontare come le privatizzazioni in sviluppo, il precariato dei posti e dei salari, la libertà d’insegnamento. E’ emerso in modo chiaro la necessità e l’importanza di un lavoro coordinato, di gruppo, attivo e visibile, della necessità di avere una sola voce e di lavorare in rete.

Monique Fouilhoux dell’Unità Educazione e Occupazione dell’Internazionale dell’Educazione ha ricordato, a tutti i presenti, l’importanza della cooperazione tra le diverse organizzazioni appartenenti all’EI/IE che rappresentano 30 milioni di persone di cui il 10% nell’insegnamento superiore università/ricerca.

La FLC Cgil, che ha partecipato a quest’incontro pre-congressuale, ha dato il suo contributo ed ha insistito sulla necessità di costruire insieme un decalogo sulle priorità comuni, di un confronto e di un dialogo nella diversità e di una politica di “messa in rete” a tutti i livelli, dalla ricerca alla formazione, per un transfer di Conoscenza.

Abbiamo elencato le varie urgenze da noi riscontrate, come quella di dare la giusta definizione alla mobilità, finalizzata ad un surplus di competenze ed esperienze e di scambio di buone pratiche nell’interesse comune e, la necessità di un riconoscimento nazionale dell’attività svolta in altri paesi con una mobilità intesa come qualità e non come precarietà. Abbiamo anche parlato dei problemi riguardanti gli Istituti di ricerca, della gestione di questi enti che troppo spesso soccombono ad un potere gerarchico e politico. Abbiamo evidenziato quanto sia importante per noi la ricerca pubblica e la sua “missione” sociale e, quindi, la necessità che i sindacati spingano i governi ad individuare maggiori risorse pubbliche per la ricerca di base.

Abbiamo denunciato una ricerca, troppo spesso, dipendente da interessi particolari o privati e abbiamo dichiarato la nostra volontà di combattere la commercializzazione della ricerca e dell’istruzione universitaria. Il docente ricercatore deve potersi staccare dalla legge del mercato e dare libero corso alla sua fantasia e alla sua creatività.

Abbiamo ribadito che per noi la libertà accademica non è la creazione od il mantenimento di una “élite” ma il favorire un agire democratico, trasparente e di qualità al servizio del Paese. Innovazioni e qualità vanno di pari passo, ed un paese che guarda al futuro deve sapersi confrontare permanentemente con i saperi nuovi ed in evoluzione, senza dogmi ed ideologia. Abbiamo infine denunciato il problema demografico e l’invecchiamento del personale nonché un precariato diffuso che non permette ai giovani di sperare in un futuro professionale nel proprio paese, costringendoli, troppo spesso, ad andarsene per lavorare altrove. La Conoscenza è per la FLC Cgil un bene pubblico e questi Lavoratori della Conoscenza sono anche loro, per noi, un bene pubblico, una risorsa, l’avvenire del nostro paese, il Nostro futuro.

E’ vero, il mondo cambia e di conseguenza anche le sfide da affrontare cambiano ma non perderemo mai di vista il nostro obiettivo di sempre, quello di ieri, di oggi e di domani:

Un’Istruzione per tutti, pubblica, di qualità, quindi efficacia e con più equità.

Roma, 3 agosto 2007