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Consiglio generale dell’Etuce. Una scuola pubblica di qualità e gratuita per garantire a tutti le stesse opportunità

Al centro della discussione dell’annuale riunione, tenutasi in Lussemburgo il 27 e 28 novembre, le politiche per creare un efficace sistema di apprendimento per la vita all’interno dell’Unione Europea.

29/11/2007
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Dal lancio del programma Educazione e Formazione 2010, l’apprendimento per la vita è diventato il principio guida della cooperazione tra i paesi membri della UE nelle politiche educative. In questa ottica, si è proceduto all’introduzione di numerosi strumenti: quadro europeo delle qualifiche, principi comuni sulla validazione degli apprendimenti non formali e informali, ma logica dell’apprendimento per la vita è sottesa anche a tutte le politiche educative generali come le competenze chiavi nel curricolo scolastico, la formazione dei docenti, l’efficienza e l’efficacia del sistema. Ma, malgrado gli impegni assunti, sono ancora pochi i paesi europei che hanno creato un vero sistema comprensivo di strategie di apprendimento per la vita, in grado di garantire alla maggior parte della popolazione l’accesso all’educazione nelle diverse fasi della vita.

Durante i lavori del Consiglio generale sono stati trattati differenti temi relativi alla formazione per la vita. Per quanto riguarda il sistema scolastico, la discussione si è centrata sulle risposte dell’Etuce alla consultazione lanciata dall’UE sulle scuole per il 21° secolo. La proposta del Consiglio è stata quella di ribadire chiaramente la centralità della scuola pubblica, gratuita per consentire a tutti e a tutte le stesse opportunità e il successo formative, riaffermare la necessità di dare a tutti le conoscenze e le competenze chiavi per i diritti di cittadinanza, superare il sistema di canalizzazione precoce delle scelte, presente in alcuni paesi della UE, attraverso una scuola comprensiva, sviluppare un’organizzazione del lavoro e una didattica centrata su chi apprende. Centrale per una scuola di qualità la formazione dei docenti, per i quali si rivendica una formazione a livello di master per tutti, la possibilità di accesso al dottorato, un sistema di formazione in servizio strutturato, con collegamento stretto tra università, istituti di ricerca e scuola, un’organizzazione del lavoro che lasci spazio alla ricerca, alla riflessione sulle proprie pratiche d’insegnamento, una valutazione che non sia punitiva, ma aiuti lo sviluppo professionale. Forte anche la denuncia dell’aggravamento delle condizioni di lavoro, connesso a diversi fattori come il carico di lavoro eccessivo o le maggiori aspettative, che sta causando una crescita rilevante dei casi di stress tra i docenti.
Per quanto riguarda l’università e la ricerca, si è richiamata la necessità di garantirne l’autonomia, di godere di finanziamenti pubblici adeguati, di garantire la stabilità del personale.

Rispetto alle politiche europee nel settore educativo, il Consiglio ha ribadito gli aspetti sociali e di sviluppo della persona connessi all’educazione, e la necessità di tenere insieme i due versanti, economico e sociale, cosa non sempre presente nelle politiche della UE.
Il Consiglio ha infine deciso di preparare un documento di solidarietà verso le organizzazioni sindacali e i lavoratori dell’educazione di numerosi paesi europei, in lotta per ottenere migliori salari e migliori condizioni di lavoro.

Roma, 29 novembre 2007