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CSEE-ETUCE e IE per una inversione di rotta nelle politiche educative

Il documento della più grande assise europea delle due organizzazioni sindacali internazionali a sostegno delle lotte e dei movimenti degli studenti che stanno esplodendo in Europa.

04/12/2009
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L’Assemblea della Confederazione Europea dei Sindacati dell’Educazione (CSEE-ETUCE)/Conferenza PanEuropea della Internazionale dell’Educazione (IE) riunita a Varsavia dal 23 al 25 novembre u.s. ha adottato all’unanimità la seguente risoluzione, presentata dai sindacati tedesco GEW e austriaco GÖD, sul movimento degli studenti universitari che sta interessando molti paesi, tra cui soprattutto quelli di lingua tedesca.

E’ ora di una inversione nelle politiche educative.
Studenti e personale uniti contro lo sfascio educativo.
I sindacati dell’educazione sostengono le proteste degli studenti in tutta Europa

C’è del marcio in Europa. Scuole, università ed altre istituzioni educative sono cronicamente sottofinanziate. Mentre miliardi di euro sono stati tutto a un tratto mobilitati per salvare le banche, i governi trovano difficile mettere mano ai denari così urgentemente necessari per investire nel futuro attraverso la committenza dell’istruzione. I giovani sono privati di prospettive per la mancanza di opportunità educative e per la riduzione dei luoghi di formazione e studio. I figli delle famiglie con basso reddito e bassa istruzione continuano ad essere sottorappresentati nell’istruzione superiore. Il Processo di Bologna aveva promesso percorsi migliori e una mobilità più facile, ma in molti paesi europei la sua implementazione sta attualmente peggiorando le cose. Le scuole e le università vengono esposte a mercanteggiamenti e competizioni e si stanno riconvertendo in aziende educative. Le condizioni di lavoro e i rapporti di impiego nel settore dell’istruzione sono sempre più assoggettati a richieste di flessibilità e i contratti a termine si stanno diffondendo velocemente.
Ciò sta danneggiando la qualità dell’istruzione e l’attrattiva dell’impegno professionale nell’insegnamento e nella ricerca.

Dobbiamo fermare tutto ciò! E’ ora di una inversione di rotta nelle politiche educative, le quali dovrebbero servire a combattere l’indigenza educativa, a creare eguali opportunità e a provvedere a una educazione decente per tutti.

Perciò i sindacati di tutta Europa chiedono:

  • un significativo incremento nel finanziamento delle istituzioni educative, non nonostante la crisi finanziaria, ma a causa di essa: investire nell’educazione e nelle prospettive future dei giovani costituisce il miglior pacchetto incentivante che ci possa essere;

  • eguali opportunità per tutti i giovani – fondate su una solida scolarizzazione per tutti, che la faccia finita con la selezione e assicuri a ciascuno il proprio sviluppo individuale, con effettive garanzie per tutti gli studenti e la riduzione e in definitiva l’abolizione di tutte le tasse scolastiche dall’asilo all’università;

  • un diverso approccio al Processo di Bologna che rafforzi la dimensione sociale dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore, assicurando una transizione incondizionata dalla laurea al dottorato, la mobilità per gli studenti e il personale dell’istruzione superiore e una spinta alla qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento;

  • l’innovazione attraverso la partecipazione democratica nelle scuole, nelle università e nelle altre istituzioni educative – con più diritti di consultazione sia per il personale che per gli studenti;

  • il miglioramento delle condizioni e dei rapporti di lavoro per il personale delle istituzioni educative – fondate su contratti negoziati dai loro sindacati, sui diritti alla previdenza sociale e su salari adeguati.

La qualità dell’educazione e la qualità del lavoro nell’educazione sono due facce della stessa medaglia! E’ venuto il momento di dare vita a un movimento di protesta in cui gli studenti dell’istruzione scolastica e universitaria si uniscano con gli insegnanti, con i ricercatori e con chiunque lavori in questo campo per fare insieme pressione, mettendo insieme i propri pesi specifici ai fini di una inversione di rotta nella politica educativa. Insieme contro la crisi – Per un’educazione decente e per un lavoro decente!

Roma, 4 dicembre 2009