Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

Home » Attualità » Europa e Mondo » Elezioni Sindacali.

Elezioni Sindacali.

Spagna, settembre 1999

24/09/1999
Decrease text sizeIncrease  text size

SETTEMBRE

Elezioni Sindacali. La Federazione dell’Insegnamento delle Comisiones Obreras (Feccoo) è risultata per la quarta volta vincente nelle elezioni sindacali quadriennali del 1998-99 ottenendo il 32,587% dei delegati a livello generale (dalla scuola materna all’università) e 29,49% nella fascia primaria-secondaria, seguita dalla Fete-Ugt con, rispettivamente, il 23,26% e il 21,26% e dalla Stes con il 7,70% ed il 12%. Con ciò i sindacati definiti di sinistra conservano ampiamente la maggioranza del personale scolastico e universitario. Mentre tra gli altri sindacati si distinguono l’Anpe con 6,33% e 11,28% e Csif con 11,40% e 9,53% .
Nella comunicazione dei risultati, un piccolo giallo: fino al primo maggio la Fete-Ugt accreditava sé stessa come vincente, scavalcando a quel momento in delegati locali la Feccoo soprattutto in Andalusia, Castiglia-Leon, Cantabria, Galizia e Catalogna.

Innalzamento dell’obbligo e decentramento. Sono queste le due novità che connoteranno il nuovo anno scolastico spagnolo. Quest’anno infatti in tutta la Spagna, con l’avvio del quarto anno della ESO, l’educazione secondaria obligatoria andrà a regime, uniformando situazioni assai diverse da regione a regione (in Province Basche, Navarra e Catalogna la ESO era già a regime). Termina così la penultima tappa della riforma educativa che si concluderà nel 2002 con l’istituzione della seconda di bacellierato e l’eliminazione dell’altro diploma, il COU, tuttora in vigore. Anche in questo caso la Catalogna appare più avanzata dato che introdurrà questa misura già da quest’anno.
L’altra riforma che si compirà a partire dal primo gennaio è il decentramento delle competenze dal Ministero centrale alle comunità regionali. Ne mancavano solo quattro, Estremadura, Castiglia-La Mancha, Castiglia-Leon e Asturie e per loro inizia lafase di transizione. Dopo di che il Ministero conserverà solo le funzioni di dettatura dei programmi minimi, ispezione e coordinamento e amministrerà solamente Ceuta e Melilla, le scuole all’estero e un ridotto numero di servizi ( Istituto nazionale per la qualità e la valutazione, Centro di documentazione e investigazione educativa, servizio statistico, titoli della Formazione professionale e cooperazione internazionale). Al suo posto sarà istituita la Conferenza settoriale per l’educazione (un organismo simile a quello che in Germania coordina l’educazione) in cui saranno rappresentati lo Stato e le 17 comunità.
Naturalmente tale decentramento non può non mettere in luce le diversità regionali: nelle Baleari mancano aule, la Galizia ha invece pochi bambini, nelle province Basche si introdurrà l’inglese fin dalla quarta ( terza lingua oltre al basco e al castigliano), mentre in Navarra il basco come prima lingua supera il castigliano col 57% e se nella comunità di Madrid l’anno si apre con la notizia di un aumento salariale per i maestri (13.000 pesetas subito e altrettante in corso d’anno), in Andalusia l’anno si apre sotto la minaccia di uno sciopero se il cosiddetto Accordo per l’educazione non dovesse comportare un aumento salariale di 240.000 pesetas entro il 2003. L’accordo siglato il 10 settembre dalla Giunta regionale e dai sindacati Ccoo, Ugt e Csif prevede infatti misure come la creazione di un’impresa pubblica che gestisca l’apertura delle scuole il pomeriggio in modo che i bambini possano usufruire di biblioteche, impianti sportivi, laboratori informatici pe 365 giorni all’anno.

Tag: spagna