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Giornata Globale dell’azione per il diritto allo sciopero: i lavoratori della conoscenza si mobilitano

Ancora oggi molti governi nel mondo non difendono questo elemento fondamentale della civiltà del lavoro

18/02/2015
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Insieme all’Internazionale dei Servizi Pubblici (PSI) e alla Federazione Internazionale dei lavoratori dei trasporti (ITF), l’Internazionale dell’Istruzione (EI) sostiene il 18 febbraio la Giornata Globale dell’azione per il diritto allo sciopero, un'iniziativa della Confederazione Internazionale dei Sindacati (ITUC) e del Gruppo dei Lavoratori presso l'Organizzazione Internazionale del lavoro (ILO).

In tutto il mondo i sindacati della conoscenza, dalla Unión Nacional de educadores (UNE) dell'Ecuador, all Progressive Teachers’ Union dello Zimbabwe (PTUZ), così come l'All India Federation of Teachers’ Organisations (AIFTO) e la Federación de Trabajadores de la Enseñanza della UGT (FETE-UGT) della Spagna, hanno in programma azioni specifiche.

Il diritto di sciopero, secondo il Segretario generale EI Fred van Leeuwen, è “una pietra angolare della democrazia e della giustizia sociale, che è stato riconosciuto a livello internazionale da oltre 50 anni”. Circa 90 paesi hanno incorporato il diritto di sciopero nelle loro costituzioni nazionali, anche se i governi spesso ne vietano l’esercizio ai funzionari pubblici.

L’internazionale dell’Istruzione condanna inoltre il fatto che negli ultimi mesi i rappresentanti dei datori di lavoro presso l'ILO abbiano contestato addirittura le fondamenta legali del diritto di sciopero e il suo recepimento nel diritto nazionale, fino al punto di interrompere il funzionamento dei meccanismi di vigilanza dell'ILO.

Il Gruppo Datori di lavoro sembra intenzionato a trovare il modo di eliminare il diritto di sciopero del tutto ed impedire ai giudici nazionali di utilizzare la  giurisprudenza dell'ILO in materia di pronunciamento sulla legittimità delle azioni industriali. “Nel frattempo, le proteste sociali sono sempre più criminalizzate in un certo numero di paesi in cui i lavoratori sono già colpiti da misure di austerità imposte dal loro governo”, ha detto van Leeuwen.

Una riunione trilaterale dell'ILO il 23-25 febbraio discuterà il diritto di sciopero. Se non si raggiungerà un consenso comune su come interpretare la Convenzione 87 sulla libertà di associazione, che copre il diritto di sciopero, il Gruppo dei Lavoratori chiederà di sottoporre la controversia alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ), come previsto dalla Costituzione dell'ILO. Il Gruppo dei Datori di lavoro probabilmente si opporrà, mentre molti governi sembrano ancora indecisi. Qualora non ci sia consenso dell'ILO sul riconoscimento del diritto di sciopero da parte di tutti e tre i gruppi (lavoratori, datori di lavoro e governi), EI ritiene che si debba sottoporre la controversia alla Corte internazionale di giustizia, una visione condivisa da anche dall'ITUC.