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Hollande non taglia i fondi per la ricerca scientifica, e aumenta di un miliardo di euro i salari dei lavoratori della scuola.

In Francia dal primo giugno parte il confronto contrattuale coi sindacati.

30/05/2016
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Dopo la grande sorpresa dell’annuncio sulla rinuncia al taglio di circa 250 milioni di euro alla Ricerca scientifica e accademica, anche per effetto della sollecitazione pubblica di ben sette premi Nobel, il presidente francese Hollande annuncia un aumento di un miliardo di euro per i salari degli insegnanti. Lo ha fatto martedì 31 maggio, parlando esplicitamente di rivalutazione salariale per tutto il corpo docente, e per tutto il personale non docente dell’Istruzione pubblica. E da mercoledì 1 giugno, le misure saranno sottoposte al vaglio dei sindacati, nel corso di una serie di incontri già programmati al Ministero dell’Istruzione. L’aumento dei salari prenderà corpo progressivamente entro il 2020. Secondo i calcoli forniti dal Ministero, si tratterebbe di un aumento contrattualizzato che va dai cento ai duecento euro al mese.

In concreto, la griglia di base dei salari dei docenti e le possibilità di avanzamento delle carriere sarà oggetto di revisione una prima volta al primo gennaio del 2017 e una seconda volta al primo gennaio 2019. È confermato il finanziamento pari a un miliardo di euro, ripartiti sugli 820.000 lavoratori del comparto dell’istruzione pubblica. Nell’insieme, i salari mensili netti cresceranno di 100 euro per i docenti nuovi assunti; fino a 300 euro per i docenti in fine carriera; e addirittura fino a 1.000 euro in alcuni casi specifici. Gli aumenti avranno anche delle ripercussioni positive sui contributi previdenziali, poiché in Francia essi sono calcolati sulle ultime buste paga.

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