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La stagione dei congressi.

Francia, maggio 1999

13/05/1999
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MAGGIO

La stagione dei congressi. Non hanno dato il risultato sperato dagli organizzatori le manifestazioni organizzate dalla Fsu in tre città della Francia il 9 maggio u.s. come scadenza nazionale ulteriore nella lotta contro i progetti del Ministro Allegre. Secondo Le Monde i manifestanti sono stati meno di 7000 (3800 a Parigi, 2000 a Marsiglia e 1000 a Tolosa). L’iniziativa era stata fortemente voluta soprattutto dallo Snes, il potente sindacato della scuola secondaria, che nel suo congresso svoltosi all’inizio di aprile aveva richiesto la solidarietà di tutta la Fsu, federazione dei diversi sindacati dell’istruzione di cui anche lo Snes fa parte, con lo slogan "Un’altra politica per l’educazione", come continuazione della forte mobilitazione che soprattutto dal 15 al 20 marzo aveva contrapposto al Ministro un movimento di insegnanti composto da comitati di base, sindacatini di estrema sinistra, sindacati autonomi e dallo Snes.
La mobilitazione era dunque programmata da molto tempo. Fin dal 21 marzo infatti la Fsu aveva riunito a Parigi un’assemblea sulla scuola, a cui avevano partecipato personaggi della cultura e della politica, tra i quali spiccava la presenza di Regìs Debray: il tentativo era quello di fare un bilancio del movimento di lotta "anti-Allegre" e di comporre le differenze tra i vari sindacati di categoria che compongono la federazione. Differenze che rischiavano di precipitare nella sfida tra i segretari dei due principali sindacati della Fsu per la successione del segretario generale dimissionario Michel Deschamps, oggi candidato del Pcf alle europee. La sfida si è tuttavia conclusa con un pareggio siglato dal fatto che la Fsu ha oggi due segretari generali: Monique Vaillat segretaria dello Snes e Daniel Le Bret segretario del Snuipp, il sindacato della scuola elementare diventato ultimamente il più forte del settore scalzando lo storico predominio della Fen.
Al dibattito interno alla Fsu si è aggiunto quello del congresso dello Snes che si è svolto a Lille dal 29 marzo al 2 aprile, anche se per avere un quadro preciso dell’andamento del congresso occorrerà attendere l’elezione della Commissione amministrativa nazionale, vero e proprio parlamentino dello Snes, che, a differenza dei comitati direttivi nazionali nostrani, non viene eletto dai delegati nel congresso bensì da una elezione generale gestita dalle sezioni sindacali sui luoghi di lavoro che coinvolge tutti gli iscritti. A questa elezione si presentano diverse liste sulla base delle mozioni congressuali. Queste liste contengono sia le candidatura alla Can che le candidature a segretario generale di tutto il sindacato e per i singoli settori di lavoratori della scuola (agregès, certifiès, contrattisti, formatori, docenti in formazione ecc. : lo Snes ha otto segretari di categoria). Quest’anno sono il lizza tre liste: "Unitè et action" che rappresenta essenzialmente le segretaria generale ed il gruppo dirigente uscente,"Ecole emancipeè" e "Pour le retour à un syndacalisme indèpendant", critici invece verso questi ultimi, accusati dai primi di esitazione, per aver tardato ad appoggiare il movimento dei collettivi di base della Seine-Saint Denis, e di disorientamento, per aver mischiato le proprie rivendicazioni a quelle degli autonomi, e dai secondi di una conduzione contraddittoria e temporeggiatrice della vertenza contro Allegre.
Tuttavia il clima del congresso è stato unanimemente di grande galvanizzazione contro le misure e gli atteggiamenti ministeriali, anche se nel gruppo dirigente resta aperto il timore di una sfiancante guerra di posizione che a lungo andare potrebbe produrre l’isolamento dell’organizzazione e la disaffezione dei lavoratori. Una disaffezione che secondo la relazione sul rapporto di attività è già costata allo Snes circa tremila adesioni su oltre 82.000 iscritti. Naturalmente c’è stato nel congresso chi ha attribuito questa erosione alle ambiguità dello Snes e chi al suo radicalismo.
Ma quello dello Snes non è stato l’unico congresso sindacale di questa stagione: dal 23 al 26 marzo infatti si è riunito a Poitiers anche il congresso del Se-Fen, il sindacato degli insegnanti aderente alla Federazione dell’educazione nazionale, una volta indiscusso potentato sindacale della scuola, fino a quando con la scissione dello Snes ha visto relegata la sua predominanza nella scuola elementare, perdendo poi anche qui e anche se di poco il primato a favore dello Snuipp-Fsu. Oggi , a differenza che nel passato, il sindacato degli insegnanti ha una struttura unica che copre tutti gli ordini di scuola, il che ne fa in termini di iscritti ( circa 100.000) la più grossa delle organizzazioni. Il suo obiettivo è recuperare l’antico primato sia risuperando lo Snuipp nella scuola primaria che tentando un reinsediamento nella scuola secondaria. Allo stato attuale il Se-Fen è considerato il più filo governativo dei sindacati, sia per la sua matrice socialista sia per l’atteggiamento tenuto nelle diverse vicende che hanno caratterizzato la gestione Allegre. Non a caso con un’intervista a Le Monde del segretario generale Hervè Baro il congresso è stato preceduto da un violento attacco contro lo Snes e coloro che si sono opposti frontalmente alle scelte del Ministro dell’educazione nazionale, accusati di conservatorismo e di portare avanti un discorso dogmatico neo borghese. Ma la relazione introduttiva è stata un capolavoro di equilibrismo, dal momento che non è mancata una presa di distanze dal Ministro Allegre accusato di fare annunci approssimativi, riforme lasciate a metà e di creare un clima confusionario in cui prosperano gli avversari della riforma.
D’altra parte gli interventi dalla tribuna hanno più o meno spostato a sinistra l’asse della discussione, criticando la scelta del Se-Fen di non aderire allo sciopero del 15 marzo, indetto da Snuipp e Sgen-Cfdt, nonostante almeno il 50% delle sezioni avessero deciso di aderirvi. Alla fine l’ipotesi emersa è stata quella di fare del Se-Fen un sindacato con una chiara identità riformista, ma capace anche di usare gli strumenti del conflitto e della lotta per raggiungere gli obiettivi. Per la costruzione di questo polo riformista gli interlocutori privilegiati sembrano essere il Sncl, sindacato minoritario (2% alle ulrime elezioni) dei licei e dei college e lo Sgen, sindacato della scuola aderente alla confederazione Cfdt.

Tag: francia