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Per un’Europa della conoscenza solidale e inclusiva: la sintesi dei lavori dell'HERSC a Bologna

Dialogo sociale, politiche europee di sviluppo, nuovo schema pensionistico supplementare europeo (Reseaver) i temi al centro del dibattito. L’Hersc a sostegno delle richieste di verità per Giulio Regeni e dei docenti universitari turchi sotto processo.

18/04/2016
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Si è tenuto a Bologna il 6 e 7 aprile il periodico incontro del Comitato Europeo permanente sull’Università e la Ricerca dell’Internazionale dell’ETUCE (High Education and Research Standing Committee). La riunione si è svolta per la prima volta in Italia e la FLC CGIL si è fatta promotrice, con la collaborazione della CGIL Emilia Romagna e il sostegno delle FLC CGIL Emilia Romana e Bologna, di questo importante momento di confronto sullo stato dell’università italiana nel contesto europeo. I principali temi di discussione sono stati la Conferenza Interministeriale sullo Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore (EHEA) tenutasi a Erevan nel maggio scorso, e l'avvio dei gruppi di lavoro (BFUG); il confronto sulle trasformazioni e i limiti del dialogo sociale europeo; l’avvio dello schema pensionistico supplementare europeo (RESEAVER).

All’incontro hanno partecipato più dii 40 rappresentanti di oltre 28 paesi del continente.

La due giorni è stata aperta dalla presentazione del prof. Patrizio Bianchi, Assessore Regionale dell'Emilia Romagna che ha presentato il “Patto per il lavoro” siglato il 20 luglio 2015 col quale le istituzioni locali, le università, le parti sociali, datoriali e sindacali e il forum del terzo settore si sono impegnate a collaborare per realizzare strategie, azioni e strumenti capaci di generare sviluppo e una nuova coesione sociale. L’assessore Bianchi ha quindi presentato le linee strategiche della regione Emilia Romagna nell’ambito delle politiche europee di sviluppo e ha ricostruito le esperienze di programmazione e progettazione di interscambio tra istituzioni, scuola e università, aziende, territori sperimentate dalle istituzioni regionali. Questi temi sono stati ripresi nel confronto sul ruolo delle organizzazioni sindacali oggi nel confronto tenutosi presso la CGIL Emilia Romagna sulla Carta dei Diritti universali del Lavoro e sulla relativa proposta di legge di iniziativa popolare.

incontro-2I lavori sono quindi proseguiti con la discussione dei risultati dell’indagine curata dal comitato sulle forme e l’estensione del dialogo sociale nei singoli paesi europei e sul ruolo degli organi e degli istituti collegiali nei diversi sistemi universitari. I risultati saranno presto resi pubblici con la pubblicazione del rapporto, ma appare evidente dai risultati dell’indagine che i mutamenti nella governance universitaria implementati negli ultimi decenni nella gran parte dei paesi europei hanno indebolito gli spazi decisionali collegiali e ridotto gli spazi di confronto e dialogo tra le Università e le istituzioni politiche.

Il Comitato ha quindi avviato la discussione sulla prossima conferenza europea dell’ETUCE che si terrà alla fine di quest’anno con l’obiettivo di rielaborare in un’unica piattaforma politica i documenti preparati in questi anni sui temi del precariato, della valutazione e della certificazione di qualità, dell’austerity nei settori dell’istruzione terziaria e della ricerca. I principali documenti sono: ETUCE Policy paper: Early Stage Researchers (2014); ETUCE Policy paper: Quality Assurance in Higher Education (2014); ETUCE Resolution: Resolution on Shaping the Teaching Profession of the 21st Century (2014); ETUCE Resolution: Fighting the Crisis an Essential Contribution of Higher Education and Research (2012).

Ulteriore tema di confronto nella due giorni è il previsto dello schema l’avvio dello schema pensionistico supplementare europeo (RESEAVER). Infatti, la Direttiva Europea del 3 giugno 2003 ha lanciato la costruzione di uno schema pensionistico pan-europeo che rispondesse alle necessità di tutela previdenziale di tutti quei ricercatori, tanto dei settori pubblici quanto di quelli privati, in mobilità tra i diversi paesi. I dubbi legati all’implementazione di questo schema restano a tutt’oggi molto forti. L’adesione allo schema è obbligatoria per tutti i dipendenti – siano essi impegnati nella ricerca o nell’amministrazione – delle istituzioni aderenti e questo solleva enormi problemi di legittimità. Non sono quindi chiari i termini giuridici che regolano l’adesione allo schema (nei fatti un fondo d’investimento) né le garanzie pubbliche che vi sono associate (se ve ne sono). Non si conoscono quindi le caratteristiche di questo fondo di investimento (a partire dalla sua composizione) né sono definiti gli organi della sua governance. Il Comitato ha quindi approvato la costituzione di un gruppo di lavoro su Reseaver che ha già in programma una serie di incontri con la Commissione Europea al fine di avere chiarimenti sulle caratteristiche e il funzionamento del fondo. Il gruppo di lavoro ha come compiti anche quelli di monitore l’implementazione nei singoli paesi di Reseaver e di preparare un documento tecnico che permetta alle organizzazioni e ai lavoratori di essere chiaramente informati.

La due giorni è stata anche l’occasione di un confronto con l’ateneo Bolognese sulle politiche di reclutamento, ricerca e internazionalizzazione nonché sulle relazioni sindacali e su dialogo sociale. Le delegazioni hanno incontrato e discusso con il pro-rettore alla ricerca, prof. Antonino Rotolo, e col delegato alle relazioni sindacali, prof. Carlo Zoli.  Il Comitato ha quindi ospitato la prof.ssa Carla Barbati, vicepresidente CUN, che ha presentato il Consiglio Universitario Nazionale ed ha ricostruito le caratteristiche principali, nonché gli attori, del sistema universitario italiano.incontro-2-2 Il confronto che ne è seguito si è incentrato sull’importanza degli spazi di collegialità e di autogoverno del sistema universitario e sulle prospettive dello spazio europeo della ricerca e dell’istruzione superiore.

Al termine dei propri lavori il Comitato ha approvato una dichiarazione a sostegno della campagna lanciata da Amnesty International Verità per Giulio Regeni che impegna tutte le organizzazioni aderenti a fare pressione sui propri governi per chiedere giustizia per il ricercatore italiano e per tutti i sindacalisti, attivisti e cittadini egiziani scomparsi o uccisi in questi anni. Si è quindi rilanciata la campagna Threat to Academic Freedom la difesa dei docenti universitari turchi firmatari di un appello a favore della ripresa dei negoziati di pace con le popolazioni curde e in opposizione alla politica repressiva del governo di Erdogan.