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Regno Unito: il modesto successo delle scuole integrate nell’Irlanda del Nord

Dopo otto anni non decolla la scuola inerconfessionale nell’Irlanda del Nord, ma alcuni fattoriu strutturali potrebbero determinare una svolta.

07/11/2006
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Otto anni dopo la firma degli accordi di pace nell’Irlanda del Nord sono ancora poche le scuole integrate che accolgono i bambini e ragazzi di entrambe le confessioni. Di fatto il 93% dei protestanti e il 92% dei cattolici frequentano scuole separate: rispettivamente 140.000 e 160.000 alunni ( i primi nelle scuole statali, i secondi nelle scuole finanziate dallo stato me dipendenti dal consiglio cattolico) contromeno di 18.000 che frequentanole appena 58 scuole integrate esistenti nel paese ( 39 scuole elementari e 19 scuole medie).

Nondimeno le scuole integrate sembrano dare risultati migliori di quelle confessionali e sul piano delle ammissioni non solo non operano la segregazione religiosa, ma neppure quella scolastica basata sulla selezione che viene praticata 11 anni ( che dovrebbe essere abolita ovunque nel 2008).

Il loro mancato sviluppo viene attribuito ad un disinteresse del governo e dei soggetti politici ( solo il partito interconfessionale Alliance sembra puntare su queste scuole), che produce tra le altre cose anche una dotazione per queste scuole minore delle richieste: talché complessivamente queste scuole sono costrette a mandare indietro un 10% di iscrizioni che non riescono ad essere accolte. Sembra infatti che, malgrado tutto, nella popolazione l’aspettativa verso le scuole integrate stia crescendo e la disponibilità delle famiglie ad iscrivervi i propri figli sia passata dal 60% del 1998 al 75% attuale. Ma ciò che determina una crescita sembra essere più la riduzione di alunni nelle altre scuole, con la conseguente riduzione dei posti e quindi l’esigenza di cercare nuova utenza che una scelta culturale consapevole: piuttosto che chiudere o essere aggregate ad altre scuole si preferisce accogliere bambini anche dell’altra comunità. Il fenomeno però riguarda prevalentemente le scuole protestanti: quelle cattoliche preferiscono in genere aggregarsi ad altre scuole cattoliche. L’abbassamento demografico abbastanza pesante quest’anno e nei prossimi anni potrebbe costituire dunque un acceleratore del processo di integrazione.

Un altro fattore potrebbe essere quello economico: il doppio sistema protestante-cattolico costa ogni anno alle casse dello stato 450 milioni di euro in più di un sistema unico. Non il portfolio, ma il portafoglio potrebbe dunque essere il fattore determinante per la crescita culturale integrata dell’Irlanda del Nord.

Roma, 7 novembre 2006