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Riforma radicale… ma non troppo

Regno Unito, Ottobre 2004

10/10/2004
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Regno Unito

Ottobre

Riforma radicale… ma non troppo. A Luglio TonyBlair aveva promesso radicali riforme nel curriculum delle scuole secondarie britanniche. Si riferiva alle conclusioni dei lavori della “ commissione Tomlison” che dopo 18 mesi ha prodotto un documento di oltre 100 pagine, il cui pezzo forte è l’introduzione di un diploma al posto delle più tradizionali certificazioni inglesi fondate su valutazioni spesso parziali. La cosa che ha l’indubbio valore di voler recuperare quel 60% di ragazzi inglesi che dopo i 16 anni abbandona gli studi “pieni” e punta su preparazioni “parziali” , legati a una o a poche discipline.
Il disegno però non è privo di contraddizioni. Tra queste una riguarda la valorizzazione delle esperienze personali dei ragazzi tra le quali vengono annoverate tanto prestazioni sportive, come ad esempio divenire capitano di una squadra di rugby, quanto i lavori di cura familiari, come assistere un parente ammalato.
Un’altra riguarda la possibilità di introdurre l’alternanza scuola-lavoro per motivare meglio allo studio e orientare le scelte professionali degli alunni. Ma se la “commissione Tomlison” guarda soprattutto all’età compresa tra i 16 ei 19 anni, non si esclude questa possibilità neppure tra i 14 e i 16 anni e qualcuno dice anche a partire dagli11 anni. Tuttavia, a parte le considerazioni pedagogiche, la questione è messa in discussione anche dai costi: per i trasporti, le mense, la progettazione degli stages, la loro gestione ecc.
Un’altra contraddizione ancora è data dalla proposta di internalizzare gli esami GCSE, quelli che si fanno a 16 anni e che segnano la fine dell’obbligo scolastico. I conservatori hanno già fatto sapere la loro contrarietà: si tradirebbe la fiducia dei datori di lavoro britannici nella preparazione scolastica. Piuttosto essi propongono che si aumentino i percorsi professionali e che si rafforzino alcuni insegnamenti come matematica, inglese e informatica.