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Pon “Ricerca e Innovazione”: pubblicato l’avviso per la presentazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

I progetti devono fare riferimento alle 12 aree di specializzazione individuate dal PNR 2015-2020. Le risorse sono pari a quasi 500 milioni di euro.

02/08/2017

Nella Gazzetta Ufficiale del 28 luglio 2017 è stato pubblicato il decreto 1735 del 13 luglio 2017 del direttore generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca che contiene l’Avviso per la presentazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle 12 aree di specializzazione individuate dal PNR 2015-2020.

L’avviso rientra negli interventi dell’Asse II del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020. In particolare fa riferimento:

  • all’Obiettivo Tematico (OT) 01: rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione
  • alla Priorità di investimento 1b: promuovere gli investimenti delle imprese in R&I sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, centri di ricerca e sviluppo e il settore dell'istruzione superiore, in particolare promuovendo gli investimenti nello sviluppo di prodotti e servizi, il trasferimento di tecnologie, l'innovazione sociale, l'ecoinnovazione, le applicazioni nei servizi pubblici, lo stimolo della domanda, le reti, i cluster e l'innovazione aperta attraverso la specializzazione intelligente, nonché sostenere la ricerca tecnologica e applicata, le linee pilota, le azioni di validazione precoce dei prodotti, le capacità di fabbricazione avanzate e la prima produzione, soprattutto in tecnologie chiave abilitanti, e la diffusione di tecnologie con finalità generali.

I progetti devono fare riferimento alle 12 Aree di specializzazione individuate dal PNR 2015-2020 e coerenti con quelle previste dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente:

Aerospazio
Agrifood

Blue Growth
Chimica verde
Cultural Heritage
Design, creatività e Made in Italy
Energia
Fabbrica Intelligente
Mobilità sostenibile
Salute
Smart, Secure and Inclusive Communities
Tecnologie per gli Ambienti di Vita.

Le risorse disponibili sono a valere sui Fondi del PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 e sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), come indicate nella seguente tabella:

PON “Ricerca e Innovazione” 2014-2020 (€)

Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (€)

Totale (€)

Regioni Mezzogiorno

277.920.764,53

115.222.222,22

393.142.986,75

di cui

Regioni meno sviluppate

244.810.670,33

115.222.222,22

Regioni in transizione

33.110.094,20

Regioni Centro – Nord

49.044.840,80

54.777.777,78

103.822.618,58

Totale

326.965.605,33

170.000.000,00

496.965.605,33

Alle attività di valutazione e controllo sono destinati € 24.550.101,33.

Nella tabella che segue la ripartizione delle risorse per ciascuna area di specializzazione:

Aree di specializzazione

Risorse (€)

Aerospazio

59.051.938,00

Agrifood

59.051.938,00

Blue Growth

29.525.969,00

Chimica verde

29.525.969,00

Cultural Heritage

29.525.969,00

Design, creatività e Made in Italy

29.525.969,00

Energia

29.525.969,00

Fabbrica Intelligente

59.051.938,00

Mobilità sostenibile

29.525.969,00

Salute

59.051.938,00

Smart, Secure and Inclusive Communities

29.525.969,00

Tecnologie per gli Ambienti di Vita

29.525.969,00

Totale

472.415.504,00

Possono presentare domande di:

         a) le Imprese (PMI e Grandi Imprese), partecipanti in forma singola o associata;

         b) le Università;

         c) gli Enti pubblici di ricerca di cui all'articolo 1 del Decreto Legislativo n. 25 novembre 2016, n. 218;

         d) altri Organismi di ricerca pubblici e privati, in possesso dei requisiti di cui al Regolamento (UE) n. 651/2014;

         e) le Amministrazioni Pubbliche;

         f) ogni altro soggetto, in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso, che realizzino congiuntamente, come specificato ai successivi commi, un Progetto di ricerca industriale e di non preponderante sviluppo sperimentale, in una delle 12 Aree di specializzazione sopra indicate.

La domanda di partecipazione deve essere presentata nella forma del Partenariato pubblico-privato, ossia deve essere costituito da almeno un soggetto di diritto pubblico e da almeno un soggetto di diritto privato. Il Partenariato pubblico-privato deve altresì prevedere la partecipazione di almeno una PMI e di una Università o di un Ente Pubblico di Ricerca. Il decreto stabilisce inoltre che gli istituti, i dipartimenti e le altre unità organizzative-funzionali facenti capo a Università, Enti e Organismi di ricerca possono partecipare all’Avviso esclusivamente mediante l’Università, Ente o Organismo di ricerca di appartenenza.

Ciascun Soggetto Proponente può partecipare a un numero massimo di due Partenariati pubblico-privati per ognuna delle 12 Aree di specializzazione.

Le domande, a pena di esclusione, devono essere presentate tramite i servizi dello sportello telematico SIRIO (http://roma.cilea.it/Sirio), a partire dalle ore 12 del 27 luglio 2017 e fino alle ore 12 del 9 novembre 2017.

Ciascun Progetto deve prevedere un totale di costi complessivi ammissibili, compresi tra un minimo di tre milioni di euro e un massimo di dieci milioni di euro.

A pena di esclusione, le attività progettuali dovranno essere svolte nell’ambito di una o più delle proprie unità operative ubicate nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e/o nelle Regioni in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), in una misura pari ad almeno l’80% del totale dei costi ammissibili.

Il Progetto può prevedere che le attività siano realizzate anche nelle aree del territorio nazionale non comprese in quelle delle Regioni meno sviluppate e delle Regioni in transizione, in una misura non superiore al 20% del totale dei costi ammissibili. La parte del Progetto realizzata nelle Regioni del Centro – Nord deve essere strettamente necessaria al raggiungimento degli obiettivi del Progetto stesso e deve prevedere ricadute positive sul territorio del Mezzogiorno, in termini occupazionali, di capacità di attrazione di investimenti e competenze, di rafforzamento della competitività delle imprese.

La durata massima del Progetto, non deve superare i trenta mesi, prorogabile una sola volta e per un massimo di ulteriori sei mesi, previa motivata richiesta da parte del Soggetto Capofila e a condizione che sia stata rendicontata una quota di spesa non inferiore al sessanta per cento dell’ammontare totale dei costi del Progetto ammessi alle agevolazioni.

I Progetti sono ammessi all’agevolazione nella forma del contributo alla spesa, nel rispetto delle seguenti intensità di aiuto:

         a. Ricerca Industriale: nel limite massimo del 50% dei costi considerati ammissibili;

         b. Sviluppo Sperimentale:

               i. nei limiti del 25% incrementabile sino ad un massimo del 50% per le PMI e del 40% per le Grandi Imprese, nel rispetto delle condizioni di cui all’articolo 25, commi 6 e 7 del Regolamento (UE) 651/2014;

               ii. in misura pari al 50% per tutti gli altri soggetti ammissibili.

Il MIUR, verificata l’ammissibilità delle domande presentate da parte dei partenariati, procede alla valutazione dei relativi Progetti. In particolare per ciascuna delle n. 12 Aree di specializzazione, la valutazione dei Progetti è affidata a un panel di esperti, formato, in funzione del numero di domande pervenute, da un numero minimo di tre e massimo di cinque  componenti, nominati dal MIUR e individuati dal Comitato Nazionale dei Garanti della Ricerca di cui all’articolo 21 della Legge 30 dicembre 2010, n. 240 e ss.mm.ii., nell’ambito dell’apposito elenco ministeriale e dell'albo di esperti gestito dalla Commissione europea, secondo i principi di competenza, trasparenza e rotazione, in assenza di conflitti di interesse, nel rispetto delle disposizioni del Decreto Ministeriale n. 593/2016.

Allegati all’avviso vi sono:

Allegato I modello di capitolato tecnico

Allegato II schema di disciplinare.