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Istruzione e la formazione tecnica superiore per lo sviluppo nel Mezzogiorno: partita la seconda fase

Il piano prevede investimenti nel settore della formazione superiore per oltre 40 milioni di euro (misura di sistema a sostegno del conseguimento degli obiettivi contenuti nell’accordo in sede di Conferenza unificata 25 novembre 2004)

06/10/2006
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E’ stata presentata da parte del MPI la seconda fase del programma CIPE su “l’istruzione e la formazione tecnica superiore per lo sviluppo della ricerca nel Mezzogiorno”

Il bando, che si configura come una misura di sistema a sostegno del conseguimento degli obiettivi contenuti nell’accordo in sede di Conferenza unificata 25 novembre 2004, ha consentito l’ammissione di 130 candidature da parte di scuole delle Regioni del Mezzogiorno.

Il Piano ha carattere sperimentale ed è finalizzato a sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno, collegando l’istruzione e la formazione tecnica superioreagli interventi riguardanti la ricerca scientifica e tecnologica e mira a raccordarsi progressivamente e organicamente con i piani regionali per l’IFTS, deliberati dalle Regioni per la programmazione 2004/2006.

L’intento è quello di promuovere lo sviluppo di reti sempre più ampie, animate da comunità per l’innovazione, costituite dai dirigenti e dai docenti della scuola, da formatori della formazione professionale, da esperti dell’università, della ricerca e del mondo del lavoro.

L’obiettivo principale del Piano d’intervento è conciliare una solida cultura di base ed una aggiornata competenza scientifica e tecnologica rivolta aigiovani meridionali, facendo perno sulla crescita professionale dei docenti e dei dirigenti dell’istruzione e della formazione.

Con esso si vuolecontribuire allo sviluppo del sistema dell’alta formazione meridionale attraverso attività a sostegno della ricerca applicata, indirizzata all’innovazione del prodotto, processo e organizzazione dell’impresa.

Per raggiungere questi obiettivi il Piano prevede la realizzazione di progetti pilota, di durata triennale, finalizzati a:

  • definire le caratteristiche e le prospettive evolutive dei settori produttivi di riferimento;

  • analizzare i fabbisogni formativi e i fabbisogni di innovazione tecnologica del settore d’intervento considerato, sulla base della puntuale ricognizione delle esigenze delle imprese del territorio, con particolare riferimento al trasferimento tecnologico di processo e di prodotto;

  • articolare le figure professionali IFTS di riferimento in profili rispondenti agli esiti delle ricerche sull’evoluzione e sui fabbisogni di settore;

  • Comunicare e diffondere le innovazioni che caratterizzano il Piano di intervento della scuola e della formazione professionale, attraverso iniziative di aggiornamento che possano coinvolgere un ampio numero di scuole e di sedi formative accreditate dalle Regioni .

Esito atteso diquesti interventi è la formazione, nel Mezzogiorno, di quadri intermedi ad elevata specializzazione tecnico scientifica nei settori individuati come strategici: analisi e monitoraggio del rischio ambientale, biologie avanzate e applicazioni, produzioni agro-alimentari,conservazione valorizzazione e fruizione dei beni culturali ed ambientali, nuove tecnologie per le attività produttive, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, trasporti.

Come FLC riteniamo positiva la scelta di collegare in modo organico il sistema IFTS con la ricerca scientifica e tecnologica.

In particolare, la promozione di reti territoriali, multiregionali e nazionali rappresenta uno strumento efficace per il conseguimento degli obiettivi contenuti nell’accordo definito in sede di Conferenza Unificata il 25/11/04.

Occorre, comunque, porre attenzione al rischiodi una specializzazione troppo localistica che impedirebbe una spendibilità della figura professionale sul territorio nazionale.

L’impianto generale delprogetto risponde alle esigenze, più volte sostenute dalle organizzazioni sindacali, di delineare linee guida nazionali finalizzate all’unitarietà del sistema e a sostenere la qualità delle iniziative anche attraverso l’accompagnamento al lavoro, la formazione dei docenti edil monitoraggio.

Roma, 6 ottobre 2006