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“Laboratori per l’occupabilità”: così non va! La FLC chiede la proroga della scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse

Una procedura opaca, riferimenti normativi incompleti, molti dubbi sulla progettazione, nessun chiarimento ufficiale da parte del MIUR, ignote le connessioni con l’organico dell’autonomia e con i fondi europei del PON “Per la scuola”

05/10/2015
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Il prossimo 7 ottobre scade il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse da parte delle istituzioni scolastiche ed educative statali secondarie di secondo grado, per la realizzazione di laboratori territoriali per l’occupabilità, che prevedono anche la partecipazione degli enti locali e degli enti pubblici territoriali.

La FLC CGIL ha chiesto un rinvio della scadenza. Tempi più distesi possono consentire una partecipazione più ampia delle scuole nell’ambito di una procedura che non sta brillando per chiarezza e trasparenza e che mette ulteriormente in evidenza il carattere raffazzonato e incoerente di molte norme della Legge 107/15.

Il contesto normativo

Il comma 60 della Legge 107/15 prevede la possibilità per le istituzioni scolastiche di dotarsi di laboratori territoriali per l'occupabilità, con i seguenti obiettivi:

a) orientamento della  didattica  e  della  formazione  ai  settori strategici del made in Italy,  in  base  alla  vocazione  produttiva, culturale e sociale di ciascun territorio;

b) fruibilità di servizi propedeutici al collocamento al lavoro  o alla riqualificazione di giovani non occupati;

c) apertura della scuola al territorio e possibilità di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell'orario scolastico.

Il medesimo comma prevede la presenza, anche come soggetti cofinanziatori, di  enti  pubblici  e  locali, camere  di commercio,  università, associazioni, fondazioni, enti di formazione professionale,  istituti tecnici superiori  e  imprese  private.

Il comma 61 chiarisce che  i soggetti esterni che  usufruiscono  dell'edificio  scolastico per effettuare attività didattiche  e  culturali  sono  responsabili della sicurezza e del mantenimento del decoro degli spazi.

Il comma 62 stanzia, a partire dal 2016, 30 milioni di euro per le attività dei laboratori nonché per quelle connesse all’adozione del “Piano nazionale per la scuola digitale”,  in sinergia con  la  programmazione europea e regionale e con il “Progetto  strategico  nazionale  per  la banda ultralarga”, le cui finalità sono analiticamente indicate dai commi da 56 a 59. Occorre ricordare che per il coordinamento a livello di scuola delle attività legate al “Piano nazionale per la scuola digitale” le istituzioni scolastiche possono individuare uno o più docenti nell’ambito dell’organico dell’autonomia eventualmente affiancati da “un insegnante tecnico-pratico” (comma 59).

Le dichiarazioni della Ministra Giannini

La Ministra Giannini, con un ampio comunicato stampa del 7 settembre 2015, annunciava la firma di un decreto che stanzia 45 milioni per i laboratori per l'innovazione e il lavoro ed aggiunge “Una risposta alla disoccupazione e alla dispersione”.

Innanzitutto del citato decreto ministeriale si conoscono solo gli estremi (DM 4 settembre 2015, prot. n. 657) ma non il testo. Come esempio di trasparenza non c’è che dire.

Inoltre, secondo modalità ben note, il Ministro somma risorse provenienti da varie fonti di finanziamento senza peraltro chiarire l’apporto di ciascuna:

1) non è chiara la quota parte dei 30 milioni previsti dalla Legge 107/15 utilizzata per i Laboratori

2) non sono chiare quali risorse rivenienti dalla Legge 440/97 e regolate dal DM 435/15 (“Criteri e parametri per l'assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche nonché per la determinazione delle misure nazionali relative la missione Istruzione Scolastica, a valere sul Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche”) saranno utilizzate per le scuole che attiveranno i laboratori

3) non sono state rese note le risorse del PON “Per la Scuola” e, soprattutto, se le scuole che attiveranno i laboratori avranno un accesso preferenziale a tali risorse.

L’avviso pubblico dell’8 settembre 2015

Invece del Decreto Ministeriale, attualmente in registrazione alla Corte dei  Conti, l’8 settembre 2015 viene pubblicato un “Avviso pubblico per l’acquisizione di manifestazioni di interesse da parte delle istituzioni scolastiche ed educative per l’individuazione di proposte progettuali relativi a laboratori territoriali per l’occupabilità da realizzare nell’ambito del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD)”.

Da notare che alle tecnologie digitali si fa un unico generico riferimento nell’articolo 1 (I laboratori territoriali per l’occupabilità fanno uso strategico delle tecnologie digitali, applicando le innovazioni didattiche e progettuali ad esse connesse). Si tratta di un evidente paradosso rispetto ad una iniziativa che il MIUR fa rientrare nel Piano Nazionale Scuola Digitale.

A tal proposito non sono chiare le relazioni, anche in termini di risorse, tra il PNSD, attivo da tempo e articolato in una pluralità di azioni (LIM in classe, Cl@ssi 2.0, Scuol@ 2.0, Centri Scolastici Digitali, ecc.), e “Piano nazionale per la scuola digitale” previsto dalla Legge 107/15.

L’Avviso tenta di mettere insieme, in un mix per la verità piuttosto incomprensibile, quanto previsto dall’art. 7 del Decreto Legge 104/13, dedicato all’apertura delle scuole e prevenzione della dispersione scolastica, dai “Prototipi antidispersione” e dai “Modelli innovativi di alternanza scuola, formazione e lavoro” previsti nel Piano di Azione e Coesione, con l’apertura della  didattica  e  della  formazione  ai  settori strategici del made in Italy.

In allegato una nostra scheda di lettura del documento ministeriale.

___________________

Dott. Gabriele Toccafondi
Sottosegretario di stato

Dott.ssa Sabrina Bono
Capo del Dipartimento per la programmazione e la gestione
delle risorse umane, finanziarie e strumentali

Dott.ssa Simona Montesarchio
Direttore generale per interventi in materia di edilizia scolastica,
per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale
 

Oggetto: Richiesta di proroga della scadenza per la presentazione delle manifestazioni di interesse relative ai laboratorio territoriali per l’occupabilità di cui all’Avviso pubblico dell’8 settembre 2015, prot. 10740.

La FLC CGIL segnala che la procedura relativa alla presentazione delle manifestazioni di interesse relative ai laboratori territoriali per l’occupabilità, di cui all’Avviso pubblico dell’8 settembre 2015, presenta numerose criticità, aggravate dal fatto che il ministero ha deciso di non pubblicare specifiche faq sul sito istituzionale.

In particolare molte scuole segnalano difficoltà e pongono interrogativi riguardo:

  • alla possibilità di indicare le attività educative da svolgere all’interno dei laboratori e relativo finanziamento,
  • alle connessioni con l’organico dell’autonomia e al “Piano nazionale per la scuola digitale” previsto dai commi 56-59 della Legge 107/15,
  • alle connessioni con i fondi europei del PON “Per la scuola”.

Tenuto conto che la scadenza è ormai prossima (ore 23.59 del 7 ottobre) e che tutto il quadro normativo non è completamente conosciuto, la FLC CGIL chiede l’emanazione di chiarimenti da parte della competente direzione generale, nonché una congrua proroga della citata scadenza, al fine di consentire una partecipazione più ampia delle scuole.

In attesa di riscontro si inviano distinti saluti