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Lo sciopero generale del 6 settembre ci deve vedere tutti in piazza: il lavoro e le pensioni non sono merce di scambio!

Per la CGIL e la FLC CGIL il sistema pubblico delle pensioni è parte fondamentale dello Stato sociale che deve garantirne la sostenibilità in un quadro normativo definito e i cui cambiamenti devono avvenire di concerto con le parti sociali

05/09/2011
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Era passato un mese dall’ultima modifica al sistema previdenziale (L.111/ luglio 2011) effettuata dal Governo Berlusconi, che di nuovo, per raggiungere il pareggio del Bilancio imposto dall’Europa, si introducono con la manovra anticrisi di agosto ulteriori restrizioni ai diritti pensionistici.

Le aspettative dei mercati prevalgono sulla qualità della vita dei cittadini e dei lavoratori, i cui diritti sono per questo Governo il salvadanaio a cui attingere per rimediare a tre anni di mancata  programmazione economica e di investimenti nella ricerca pubblica.

Per la terza volta nel giro di un anno si mette mano ai diritti pensionistici, come se fossero una regalia, piuttosto che la salvaguardia di un’anzianità dignitosa.

Per la terza volta nel giro di un anno si impedisce ai lavoratori di programmare con certezza l’uscita dal lavoro, iniziato spesso, per le generazioni con i requisiti attuali, in età precoce.

In un Paese dove il lavoro di cura è ancora affidato esclusivamente  alle donne, in un Paese in cui si sta pensando a tagli significativi all’assistenza, allungare l’età pensionabile delle donne vuol dire chiedere ad esse ancora una volta sacrifici maggiori.

Nel concreto gli interventi pesanti ed iniqui sul sistema previdenziale dell’ultima manovra del Governo Berlusconi  introducono modifiche peggiorative dei requisiti di accesso alla pensione:

  • un aumento secco dell'età pensionabile delle donne del pubblico impiego a 65 anni, a partire dal 2012
  • le finestre mobili per tutti i lavoratori pubblici (compresa la Scuola e l’Afam) che posticipano il pensionamento di un anno dalla maturazione dei requisiti, sia per le pensioni di anzianità che di vecchiaia
  • un aumento dell'età pensionabile delle donne del settore privato, dal 2016 al 2028
  • l’anticipazione al 2013 dell'incremento dovuto all'aspettativa di vita
  • la penalizzazione delle pensioni di anzianità col posticipo di 2 anni per incassare la liquidazione

La FLC CGIL è in campo per difendere il sistema pubblico delle pensioni e sottrarlo all’agone politico dove si scontrano interessi contrapposti che poco hanno a vedere col destino dei lavoratori e dei loro diritti.

La mobilitazione ha sventato il disegno di cancellare i periodi riscattati per la laurea e il servizio militare, ma le altre iniquità restano tutte.

Un motivo in più per scioperare e scendere in piazza il 6 settembre.