Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

Home » Attualità » Politica e società » Costituzione: un contributo alla riflessione di Raniero La Valle

Costituzione: un contributo alla riflessione di Raniero La Valle

Continua al Senato il dibattito sulla riforma costituzionale

03/03/2005
Decrease text sizeIncrease  text size

Continua al Senato il dibattito sulla riforma costituzionale, quella devolution già votata dalla Camera che porterebbe scuola, sanità e polizia locale sotto la potestà legislativa regionale. Ben altro dal decentramento di poteri verso le regioni immaginato con il federalismo. Un dibattito che ha visto, nella mattinata odierna, il venir meno del numero legale per ben tre volte e su cui insistono numerosi emendamenti e che, paradossalmente, potrebbe concludersi anche martedì prossimo.

E’ l’ultimo segnale dell’assenza di cultura istituzionale che caratterizza la maggioranza di questo governo, per il quale la democrazia è un principio astratto, contraddetto ogni istante da fatti ed atti.

Flc Cgil ribadisce la propria contrarietà alla rottura dell’assetto unitario del sistema di istruzione perché considera la scuola pubblica l’istituzione che finora l’ha garantito, ricostruendo di giorno in giorno le fila di memoria e cultura storica, di valori e principi nazionali.

Roma, 3 marzo 2005

La costituzione italiana

La Repubblica ha quindici ore.

Tante sono infatti quelle che i capigruppo del Senato hanno assegnato al dibattito e al voto sulla nuova Costituzione, dopo di che, l'8 marzo, essa dovrà essere approvata, per volere della maggioranza, senza alcun emendamento, nell'identico testo trasmesso dalla Camera.

Dunque l'8 marzo dovrebbe essere concepita la nuova Repubblica, per atto congiunto della Camera e del Senato. Poi ci vorranno tre mesi per la seconda lettura, e già l'8 giugno la nuova Costituzione, interamente riscritta nella seconda parte e di fatto svuotata e lasciata sguarnita nella prima, potrebbe essere varata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, per entrare in vigore entro l'anno, come ha detto il ministro Urso sabato scorso agli imprenditori.

A meno che il referendum popolare, all'ultimo momento utile, non la cancelli.

(…)

(di Raniero La Valle )