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“Ricerca è lavoro! Indennità di disoccupazione per i precari della ricerca”

Al via la petizione dei ricercatori precari di FLC CGIL e ADI

27/02/2017
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La FLC CGIL, insieme a ADI (associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), torna a sostenere la battaglia per il diritto all’indennità di disoccupazione per tutte le ricercatrici e i ricercatori precari. Lo fa con la petizione “Ricerca è lavoro! Indennità di disoccupazione per i precari della ricerca”, promossa dagli assegnisti e dai dottorandi di FLC CGIL e ADI e da oggi attiva sulla piattaforma change.org. Petizione che chiediamo a tutte e tutti di sottoscrivere e diffondere.

Il quadro di riferimento è purtroppo noto: un’università sempre più povera e ineguale, stremata dal definanziamento e dal blocco del turn over a causa del quale è cresciuto esponenzialmente il numero di precari della ricerca e della docenza con scarsi diritti e scarse tutele, strutturalmente a rischio espulsione dall’Università: l’indagine “Ricercarsi” promossa dalla FLC CGIL stimava che nel 2014 risultava espulso il 97% dei ricercatori precari che nel decennio 2003-2014 aveva lavorato in università.

E’ noto purtroppo anche lo straordinario disinteresse nei confronti del tema e delle lotte dei ricercatori stessi, da parte dei governi che si sono succeduti. Indimenticabile il recente contributo del Ministro del Lavoro che ha giustificato l’esclusione dei precari della ricerca dalla DIS-COLL, l’indennità di disoccupazione per collaboratori, sostenendo che quello di assegnisti e dottorandi non è vero lavoro.

Lo stesso Ministro, però, a seguito dell’allarme lanciato dall’INPS e della protesta dei precari per il mancato rifinanziamento della DIS COLL e per la sua mancata estensione, si è impegnato a rendere strutturale questa indennità, all'interno della legge delega sul lavoro autonomo non imprenditoriale in questi giorni in discussione alla Camera.

La petizione chiede al Governo di rispettare le promesse e rispettare il lavoro di migliaia di giovani (e non più giovani) ricercatori garantendo l’indennità di disoccupazione anche a coloro che sono stati finora esclusi ingiustamente, come i precari della ricerca.

Perché la ricerca è lavoro!

Firma la petizione