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Cinquantenario CGIL Scuola: il primo evento tra memoria e futuro

L’iniziativa si è svolta al Senato il 14 luglio scorso con le testimonianze di chi ha fatto la storia del nostro sindacato.

18/07/2017
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E’ iniziato ufficialmente venerdì scorso, 14 luglio, il racconto per i cinquant’anni della CGIL Scuola, con l’iniziativa organizzata dalla FLC CGIL presso la sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro al Senato. Prima di una serie di iniziative che si susseguiranno nei prossimi mesi per ripercorrere insieme a chi c’era ieri ed a chi c’è oggi, le tappe di una memoria storica importante che può e deve servire da riflessione per un futuro tutto da costruire. Leggi il programma

E sono stati, appunto, memoria e futuro i valori di riferimento di tutti gli interventi degli ospiti intervenuti a questa prima giornata di celebrazione. 

Una memoria che va fatta vivere nella quotidianità e da qui la scelta della FLC – lo ha ricordato Maurizio Lembo, Centro nazionale FLC CGIL, in apertura dei lavori - di istituire delle borse di studio, dedicate a due ricercatori scomparsi, Giulio Regeni e Valeria Solesin. Per non dimenticare.

Una memoria che deve essere per il sindacato – lo ha detto Giuseppe Massafra, Segretario nazionale CGIL – una occasione per proiettarsi in avanti in vista delle sfide che lo attendono, per poter tornare a quell’idea di scuola collettiva e democratica che i recenti attacchi hanno provato a scalfire.

cinquantenarioUna memoria che ben è stata rappresentata dalla prima tavola rotonda, con le testimonianze di chi, questi cinquant’anni di storia, li ha fatti davvero, a cominciare da Corrado Mauceri, Segretario nazionale CGIL Scuola dal 1967 al 1973, il primo a percepire l’inadeguatezza nel sindacato autonomo della scuola, in anni duri in cui si preparava il ’68 e si avviava la scuola di Barbiana, in cui si cominciava a capire che per cambiare davvero la scuola bisogna cambiare, davvero, il sindacato. Da questa presa di coscienza siamo andati incontro al processo di adesione alla Confederazione, con la delibera del Comitato direttivo nazionale della CGIL del 13 e 14 luglio e l’assemblea di Ariccia del dicembre che ci ha portato alla CGIL SCUOLA.  Un percorso che ha incrociato, poi, Gianfranco Benzi, Segretario Generale CGIL Scuola in anni turbolenti e di trasformazione, dal 1983 al 1988, gli anni di piombo, quelli del primo contratto del pubblico impiego, quello della nascita dei primi movimenti dei precari e dei comitati di base, ma anche quelli di grandi conquiste, come il tempo prolungato nella scuola media. Anni in cui le problematicità legate al fatto di far parte del processo confederale si sono fatte sentire e che hanno portato, più avanti, alla necessità di riunire in un’unica federazione tutti i lavoratori della conoscenza. Enrico Panini è stato il protagonista, insieme ad altri, di questo passaggio: eletto segretario quando anche nella scuola si comincia a parlare di federalismo, con l’autonomia scolastica che muove i primi passi, le primissime elezioni RSU e le controriforme della Moratti e della Gelmini, ha affrontato la grande trasformazione che ha accolto migliaia di donne e uomini in un’unica federazione. “Federazione” e non “sindacato”, in una dimensione in cui tutte le parti sono uguali e hanno valore nella loro diversità.

cinquantenario-2Memoria che è stata, in un’ottica di presente e futuro, il motore anche della discussione della seconda tavola rotonda - coordinata da Stefano Iucci, giornalista di Rassegna Sindacale - che ha visto intervenire per primo Romeo Guarnieri, Autore del volume “Le radici e le Ali”, che ha ripercorso brevemente questi ultimi cinquant’anni ricordando un concetto che, in quanto FLC, ci sta molto a cuore e su cui torniamo ogni volta: quello che fino agli anni 2000 gli attori sociali hanno guardato alla scuola avendo come elemento condiviso la Costituzione. Un riferimento che è venuto meno negli anni seguenti, anni in cui il ruolo del sindacato è diventato sempre più difficile e per questo ruolo sempre più necessario per ridare valore e dignità alla scuola come istituzione fondamentale della società.

“Scuola come specchio della storia del paese, istituto vivo che vive il confronto con la politica”: su questo è tornata Alessia Petraglia, componente della 7° commissione Istruzione del Senato, che ricorda la fase storica in cui viviamo, una fase in cui si fa dell’annullamento dei corpi intermedi un obiettivo. L’unico modo per superarla è rimettere in campo un’azione condivisa che ponga il lavoro al centro dell’interesse generale.

cinquantenario-3E allora se la scuola è lo specchio della società, l’alternanza scuola-lavoro poteva rappresentare una vera opportunità per tutti gli studenti, la vera estensione della massima di Bruno Trentin: l’idea di una conoscenza che non sia delimitata ai luoghi di istruzione e formazione ma si allarghi alla società, permeandola. Di questo hanno parlato Francesca Picci Coordinatrice nazionale UDS e Giammarco Manfreda Portavoce nazionale Rete Studenti Medi, soffermandosi entrambi sugli aspetti più negativi dell’attuale alternanza scuola lavoro che, fuori da ogni controllo, diventa forza lavoro extra e fuoriesce da ogni schema didattico. Ripartire insieme e uniti, con il sindacato, con un’azione comune svolta nelle scuole, può essere la soluzione a questa deriva. La deriva in cui la legge 107 ha trovato il suo habitat, trascinando al largo una scuola che più che lo specchio della società, ha detto Francesco Sinopoli, Segretario generale FLC CGIL, sta diventando lo specchio delle disuguaglianze. Per combattere questa deriva e rimettere in campo una grande riflessione pubblica sulla scuola, per far crescere un’ampia mobilitazione serve una grande alleanza con gli studenti ed è da qui che la FLC vuole ripartire.

Tante sono state le sfide che abbiamo affrontato in questi 50anni e altrettante sono quelle che ci aspettano. Ragionare sul rapporto tra professione e obiettivi della scuola – ha concluso Sinopoli - dovrà essere uno dei nostri orizzonti nei prossimi mesi guardando al contratto, guardando alle elezioni RSU, guardando alle prossime elezioni politiche, avendo come faro quello che i fondatori della CGIL Scuola ebbero prima di noi: la Costituzione.

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