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Il Movimento di Cooperazione Educativa invita i lavoratori della scuola a partecipare allo sciopero dell'11 dicembre

Le adesioni. È necessario "praticare un'idea di scuola aperta, inclusiva che si fa motore di cultura e democrazia, di diffusione di competenze di cittadinanza".

04/12/2009
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Proseguono le iniziative di sostegno allo sciopero proclamato dalla FLC Cgil per tutti i settori della conoscenza, sia pubblici che privati.

Pubblichiamo di seguito l'invito del Movimento di Cooperazione Educativa rivolto al personale della scuola a partecipare alla giornata di mobilitazione.

Roma, 3 dicembre 2009
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Movimento di Cooperazione Educativa

11 dicembre 2009
Sciopero generale della conoscenza
Vengo anch'io

In questi mesi abbiamo colto i segnali
di grave difficoltà che arrivano dalle scuole reali, che raccontano una scuola molto diversa da quella declamata via etere dall'informazione ufficiale.

La scuola del Miur risponde a un disegno che è il frutto di un pensiero unico economico. Tuttavia i tagli delle risorse umane ed economiche vengono usati per de-strutturare l'intero sistema formativo; mostrano in primo piano una determinazione antipedagogica derivante da stereotipi culturali nostalgici e razzisti, figlia di un'idea (illusoria) di semplificazione dei problemi complessi.

In definitiva si mira a cancellare dalla scuola quanto di buono è stato portato avanti dagli anni settanta, anzi si vogliono azzerare le idee e le professionalità che da allora hanno sostenuto una scuola promotrice di integrazione; si vuole impedirne ogni rinnovamento.

La scuola (e il pensiero pedagogico in generale) sono sotto scacco.

Il taglio del tempo scuola e delle risorse sta generando discriminazioni sensibili e non casuali, che portano al restauro di una scuola autoritaria, selettiva, escludente nei confronti di categorie sociali più fragili.

Noi educatori del Movimento di Cooperazione Educativa vediamo una unica volontà: innalzare muri per la difesa a oltranza del privilegio di alcuni e impedire l'accesso ad altri. Vediamo la volontà di negare l'art. 2 della Costituzione che ci chiama tutti non solo al diritto, ma anche al dovere della solidarietà.

Temiamo il rischio di una balcanizzazione della scuola, di ogni territorio, degli spazi pubblici e degli spazi simbolici, laddove si crea senso di appartenenza e solidarietà, dove vivono la cittadinanza e la Costituzione in senso reale e attivo, ma anche in maniera utopica e relazionale. Un rischio che si fa via via più presente nella misura in cui la democrazia viene intesa come "premio di maggioranza ", dato ad una sola parte: quella che esce vincente dalle urne. Certo, la Democrazia è una maggioranza che ha il diritto di governare il sistema. Crediamo tuttavia che per assolvere il proprio compito debba sentire il dovere di non alterare continuamente le regole; debba onorare l'incarico e la delega popolare ricevuti lasciando intatti i diritti degli altri, delle minoranze… di tutti.

La democrazia è una Carta che definisce il campo delle Regole riconosciute da tutti.

La scuola deve essere più consapevole del proprio ruolo di Laboratorio sociale: affermare orgogliosamente le proprie procedure di inclusività, di accoglienza e di promozione, di interazione e integrazione, di confronto inter-culturale. La scuola deve saper dire no a tentativi di dividere su base religiosa, linguistica, sessista o economica i propri alunni, il suo compito, noi crediamo, è continuare a tenere aperta la porta d'ingresso, per riqualificarsi come luogo deputato a promuovere nuove alfabetizzazioni per tutti; ri-alfabetizzazione, ed educazione permanente per coloro che sono usciti precocemente dalla formazione.

Per questi motivi il MCE ha scelto di praticare un'idea di scuola aperta, inclusiva che si fa motore di cultura e democrazia, di diffusione di competenze di cittadinanza; una scuola che si attiva per accogliere ed ospitare tutte le diversità, opponendosi però alla possibilità che queste possano scivolare verso le disuguaglianze.

Per questi motivi il MCE invita tutti gli insegnanti e i dirigenti a partecipare allo sciopero dell'11 dicembre 2009.

dicembre 2009

La segreteria nazionale
del Movimento di Cooperazione educativa
Domenico Canciani,
M. Cristina Martin, Iara Ciccarelli Dias,
Leyla Dauki, Simonetta Fasoli,
Gabriella Romano, Alessandra Sabatini.