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Ricordando Bruno Roscani

Il ricordo di Dario Missaglia e Andrea Ranieri.

01/02/2019
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Bruno Roscani ci ha lasciato il 29 gennaio, all’inizio del suo novantunesimo anno.

Lo avevamo sentito a ridosso delle festività di fine anno per approfondire insieme alcuni temi sui quali aveva elaborato un primo nucleo di riflessioni: “I ricordi non si scelgono”, era il titolo da lui scelto. Quasi a sottolineare che i significati più profondi non sono esposti all’usura del tempo e alla impietosa leggerezza dei nuovi media.

Quei ricordi riaffiorano perché lì ci sono i nostri valori, le nostre esperienze, i nostri affetti.

È questo il legame che ci ha unito a Bruno. Lo abbiamo conosciuto da giovani dirigenti liguri della Cgil scuola, in anni in cui il sindacato di categoria era ancora alla ricerca di un suo profilo, un pensiero lungo, una strategia. Le parole e le idee erano molte, tumultuose, spesso divergenti, ma Bruno riuscì a conquistare il rispetto di tutti perché portava nelle discussioni la solidità del suo essere “compagno di base”, con le sue lotte combattute nelle borgate romane, la sua “scuola” in cui aveva appreso la politica e la passione per la conoscenza delle persone.

C’era in Bruno una curiosità verso l’umanità di ciascuno, che veniva immediatamente percepita e restituita con empatia, anche quando il confronto si faceva critico e conflittuale. Bruno ce lo ha ricordato nelle pagine indimenticabili di “Compagni così” ed altri scritti. Noi siamo rimasti affascinati da questa sua capacità narrativa; una capacità che può nascere solo dal profondo di una umanità ricca, viva, animata da una curiosità senza fine verso il mondo e il futuro. Dobbiamo essere grati a Bruno per aver regalato alla Cgil e a tutti noi, la ricchezza di questa sua umanità che ha costituito il tratto più profondo della sua vita di dirigente sindacale.

Dario Missaglia e Andrea Ranieri