Contro la regionalizzazione del sistema di istruzione fima anche tu

Home » Attualità » Successo del sindacato: l’Inps congela la restituzione dell’una tantum già erogata ai precari

Successo del sindacato: l’Inps congela la restituzione dell’una tantum già erogata ai precari

Bloccate le lettere con gli addebiti ai co.co.co. della scuola e dell’università grazie all’azione di rivendicazione della CGIL, della FLC e del NIDIL. Noi #nonscherziamo.

04/10/2014
Decrease text sizeIncrease  text size

Indennità di disoccupazione erogate ai co.co.co. delle scuole, ai dottorandi e agli assegnisti di ricerca delle università, chieste indietro dall’Inps cinque anni più tardi. La storia nasce da qui.

Nel 2014 numerosi ex co.co.co., attualmente precari e/o disoccupati, si sono visti recapitare a casa una lettera dell’Inps con la quale si chiede la restituzione delle indennità di disoccupazione “una tantum” per collaboratori “erroneamente” erogate in precedenza (mediamente circa 4.000 euro). L’una tantum infatti esclude inspiegabilmente i collaboratori del pubblico impiego, ma a causa di una norma confusa e di dubbia interpretazione alcune sedi Inps negli anni passati hanno erogato il beneficio anche a tali lavoratori.

La FLC CGIL insieme alla CGIL e al NIDIL ha avviato un’azione di rivalsa verso quella che si configurava come l’ennesima richiesta di denaro a chi nella maggior parte dei casi non ha neanche un lavoro.

Abbiamo portato avanti l’iniziativa sia dal punto di vista legale che parlamentare, dando al tema una prospettiva più ampia: gli ammortizzatori sociali vanno estesi a tutti, senza sperequazioni tra una categoria e l’altra, soprattutto in presenza di un contratto poco tutelante come quello dei co.co.co., del quale ci auguriamo presto la scomparsa insieme ad altre decine di contratti a “tutele decrescenti”.

Mai come oggi il sindacato deve essere il riferimento per coloro che vivono ai margini delle normative, spesso ignorati da esse. La CGIL ha dimostrato con le sue categorie della FLC e del NIDIL di aver ben chiaro come dimostrato dalla risposta dell'INPS.
Ora la parola al Governo.