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Enti di Ricerca in presidio unitario alla Camera. Sinopoli: non c'è rilancio del Paese senza investimenti in Ricerca pubblica

Comunicato stampa della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL

16/12/2020
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Roma, 16 dicembre - Con la chiusura del percorso parlamentare della legge di bilancio, il governo apre una fase nuova d’impegno straordinario dello Stato per far fronte alla crisi economica che la pandemia in corso sta provocando anche nel nostro Paese. Una fase nella quale devono essere affrontati quei problemi della società italiana la cui soluzione è essenziale per la modernizzazione del Paese. Tra i più rilevanti vi è il sostegno economico alla ricerca scientifica di base, che soffre attualmente di scarsezza, frammentazione e discontinuità nei finanziamenti. Desta dunque forte preoccupazione l’assenza di misure rilevanti che indichino un piano complessivo di consolidamento e rilancio dei settori pubblici di ricerca. Per il segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, “non sono più rinviabili azioni coerenti con le tante dichiarazioni fatte dalla politica a sostegno della ricerca pubblica. Anche per questo oggi dalle 15 alle 18 saremo unitariamente in Piazza Montecitorio per alzare la nostra voce, insieme a quella di centinaia di ricercatori”.

I dati pubblicati lo scorso 9 dicembre sull'assegnazione dei Consolidator Grant per il 2020 da parte dello European Research Council dovrebbero rappresentare un grido di allarme per la politica. Confermando il trend degli ultimi anni, i ricercatori di nazionalità italiana, risultati terzi lo scorso anno per quantità di fondi assegnati, quest'anno si classificano primi su 39 nazionalità partecipanti con 47 progetti, a seguire tedeschi (45), francesi (27) e britannici (24). Sarebbe una notizia davvero positiva per il Paese se non fosse che dei 47 progetti vinti solo 17 verranno sviluppati in Italia. Diversa la dinamica negli altri paesi: dei 327 progetti totali 50 saranno svolti in Germania, 5 in più di quelli vinti dai ricercatori tedeschi, 50 nel Regno Unito, 26 in più, 34 in Francia 7 in più.

Secondo Sinopoli, “questi dati ci dicono che i programmi europei vedono i progetti di ricerca italiani premiati. Ma è sempre più evidente il fenomeno per il quale i nostri ricercatori scelgono di andare a svilupparli all’estero. Non è possibile affrontare il tema della competizione internazionale sul terreno delle conoscenze e delle competenze scientifiche senza predisporre un piano chiaro e complessivo di investimenti. La priorità è l’immissione di risorse stabili nella infrastruttura di base della ricerca che migliori anche le condizioni di lavoro. La condizione di precarietà diffusa, le basse retribuzioni e le scarse prospettive di riconoscimento professionale segnano un gap tra chi svolge attività di ricerca nel nostro paese e chi lo fa nel resto d’Europa alimentando un’emorragia costante di conoscenza e competenze preziosissime, con la conseguenza di indirizzare parte rilevante dell’eccellenza del nostro personale alla crescita di altri Paesi”.

“Senza risorse stabili al sistema di base della ricerca pubblica, le misure estemporanee rischiano di essere inefficaci. Allo stato attuale constatiamo l'assenza di segnali che si vada in questa direzione. Per questo continua lo stato di agitazione e saremo in piazza Montecitorio questo pomeriggio”, conclude il segretario generale della FLC CGIL.