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ISTAT: dopo la nomina di Enrico Giovannini a Ministro del Lavoro, a rischio l’ordinaria attività

Comunicato stampa di Danilo Barbi Segretario confederale CGIL e Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

24/05/2013
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La CGIL e la FLC esprimono forte preoccupazione per l’attuale situazione dell’ISTAT, Ente Pubblico di Ricerca. Dopo la nomina del Prof. Enrico Giovannini a Ministro della Repubblica, si rischia infatti di creare un blocco politico e amministrativo nell’Ente.

Per questo chiediamo la garanzia dell’avvio, nel più breve tempo possibile, dell’iter disposto dalla legge per la scelta di un nuovo presidente. Iter parlamentare che prevede il parere positivo dei due terzi delle commissioni competenti.

Ricordiamo che il ruolo dell’ISTAT, tra l’altro impegnato nel delicato passaggio al censimento permanente, nell’attuale congiuntura assume particolare rilevanza. Ciò in considerazione della necessità di monitorare l’andamento della condizione del Paese allo scopo di predisporre adeguati interventi di natura economica e sociale.

La situazione desta maggior allarme in quanto il vuoto creatosi al vertice, non riguarda semplicemente la funzione amministrativa dell’Istituto ma investe l’ordinaria attività politico gestionale. Il Dpr 166/2010, che regola il funzionamento dell’Istituto di Statistica accentra infatti nella figura del Presidente non solo poteri di indirizzo, ma anche di gestione organizzativa. Si dimostra così, oggi, quanto più volte denunciato, cioè la grave fragilità cui l’ultimo decreto di riordino ha esposto l’ISTAT. Decreto per il quale, anche in seguito alla sentenza del Tar del Lazio del 17 aprile 2013, chiediamo urgenti modifiche.

Nell’immediato, per ovviare al vuoto creatosi al vertice dell’Istituto, riteniamo necessaria l’adozione di un atto legislativo proprio, che conferisca un incarico ad interim, al fine di consentire la piena attività dell’Ente e non semplicemente la continuità amministrativa.

La CGIL e la FLC, in ragione della necessità di garantire pienamente il profilo di indipendenza e terzietà che è proprio dell’ISTAT, ritengono ovviamente inaccettabile qualsiasi ipotesi di commissariamento dell’Ente.