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L’ingerenza politica nella scienza si conferma uno dei tratti distintivi di questo governo. Giù le mani dalla ricerca

Comunicato stampa della Federazione lavoratori della Conoscenza CGIL

05/12/2018
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Roma, 5 dicembre - “L’ennesimo episodio di ingerenza del governo sulle regole di autogoverno della ricerca pubblica ha provocato le dimissioni di quattro dei cinque componenti del Comitato incaricato per la selezione dei presidenti e dei componenti dei CdA degli EPR”, dichiara Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL.

"Dopo il dimissionamento di Roberto Battiston da presidente dell’ASI, provvedimento impugnato davanti al Tar del Lazio, per il quale si è ricorsi allo spoils system, da cui il legislatore aveva ed ha accuratamente tutelato gli EPR, dopo la brutta figura della designazione estiva a mezzo stampa del futuro presidente dell’ISTAT, professor Blangiardo, per la quale la ministra Bongiorno ha dovuto fare marcia indietro e predisporre le procedure di selezione previste dalle norme europee a tutela della terzietà della statistica pubblica, procedure alle quali il candidato di governo ha per il momento resistito, in attesa del pronunciamento finale delle Commissioni affari costituzioni di Camera e Senato, il livello delle mani del governo sulla ricerca continua, e sembra non trovare limiti."

Il segretario generale della FLC prosegue: "Le pressioni del ministero guidato da Bussetti per allargare i criteri di selezione con cui individuare la procedura di nomina per il nuovo presidente dell’ASI, hanno evidenziato lo scontro in atto fra governo e scienza. La forzatura dei criteri di selezione tende a modificare la natura degli Enti Pubblici di Ricerca, stravolgendone missione e principi costitutivi. Operazione inaccettabile, che disconosce i principi di autonomia riconosciuti con il D.lgs 218/2016 agli Enti stessi. Una pressione insopportabile per il Comitato di selezione. Le dimissioni dei suoi componenti e le stesse dichiarazioni del professor Ferrari, unico componente rimasto in carica, sono l’indice dell’imbarbarimento a cui si sta assistendo in tema di ricerca scientifica. E perfino i moniti del Presidente della Repubblica continuano a rimanere inascoltati".

"Invece che alle nomine, conclude Sinopoli, si pensi a rifinanziare gli Enti Pubblici di Ricerca e ad incrementare il numero dei ricercatori in Italia".