Iscriviti alla FLC CGIL

Home » Comunicati stampa » Comunicati FLC CGIL » Precari: la cosiddetta “buona scuola” del Governo sarà causa di una migrazione di massa

Precari: la cosiddetta “buona scuola” del Governo sarà causa di una migrazione di massa

Dichiarazione di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

01/08/2015
Decrease text sizeIncrease  text size

Il piano di stabilizzazione previsto dalla legge 107/15 sulla scuola sta generando sconcerto e preoccupazione tra i precari coinvolti. Oltre a non rispondere ai bisogni reali delle scuole, penalizza i precari costretti a emigrare dalle proprie regioni e non rispetta la sentenza della Corte di Giustizia europea sulla reiterazione dei contratti. Infatti anche chi è inserito nelle graduatorie di seconda fascia ha diritto a un piano di stabilizzazione, a partire dai docenti che hanno maturato 36 mesi di servizio. Le sentenze dei giudici vanno tutte in quella direzione.

Il piano è causa di una nuova e massiccia migrazione che non tiene conto delle condizioni personali spesso difficili di chi non può, al nord come al sud, abbandonare le proprie regioni.
La situazione è ancor più preoccupante al Sud che versa in una condizione di devastazione economica e sociale come evidenziato dai dati Svimez.
Il Governo intende risolvere la questione meridionale con un nuovo esodo di massa verso il nord a partire dalla scuola, assumendosi la responsabilità di tale grave scelta.

In questa situazione caotica, la Ministra Giannini vuole sbarazzarsi dei precari paventando la cancellazione dalla graduatoria a esaurimento per coloro che non presentano la domanda. Siamo di fronte a un evidente tentativo di aggirare la legge, cancellando diritti e dignità delle persone.
La legge sulla “brutta scuola” si sta così rivelando un boomerang anche per la condizione dei precari, tanto che la tensione sta aumentando in quasi tutte le regioni d’Italia.

Il Governo intervenga aprendo il confronto con le organizzazioni sindacali, evitando di fare ulteriori danni. In queste condizioni l’inizio del nuovo anno scolastico sarà complicato, ma questa volta l’autoritarismo e la demagogia non serviranno a piegare la giusta protesta dei precari.