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Referendum Bologna: vince la scuola pubblica

Comunicato stampa di Domenico Pantaleo, Segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

27/05/2013
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L’esito del voto del referendum di Bologna è chiaro. Ha vinto la scuola pubblica e adesso l’amministrazione comunale deve tenerne conto aprendo una discussione pubblica sul come rendere coerenti, con l’esito referendario, le proprie scelte. Bisogna garantire alle bambine e ai bambini una scuola pubblica laica e inclusiva. Sarebbe un errore utilizzare l’argomento della scarsa partecipazione al voto per non rivedere la convenzione con la quale s’intende dare alle scuole paritarie private un milione di euro l’anno. Bisogna avere rispetto per gli 86 mila bolognesi che sono andati a votare e che, nonostante l’ampio ed eterogeneo schieramento di forze contrarie al quesito referendario, hanno fatto prevalere i diritti di cittadinanza delle bambini e dei bambini e delle famiglie.

La FLC CGIL è stata parte fondamentale dello schieramento che ha promosso e portato avanti la campagna referendaria in modo coerente con le tante battaglie fatte in questi anni per la difesa della scuola della Costituzione. Dovrebbe riflettere la stessa Ministra Carrozza perché quel voto rispecchia i sentimenti delle persone che vogliono più scuola pubblica e non la privatizzazione dell’istruzione. È da apprezzare la minaccia di dimettersi nel caso non vengano date risorse adeguate alla scuola, ma non abbiamo condiviso le inopportune posizioni sul referendum. Vorrei ricordare che i tagli epocali hanno riguardato solo la scuola pubblica mentre alle paritarie sono state assicurate le stesse risorse.

Alla Ministra Carrozza chiedo di aprire immediatamente un tavolo di confronto sull’emergenza in cui versa la scuola dell’infanzia cogliendo il grido di aiuto che viene da tanti enti locali che non riescono più ad assicurare l’offerta pubblica comunale e chiedono di statalizzare le loro scuole. La scuola dell’infanzia deve essere una priorità e per questa ragione deve essere generalizzata al sud, al centro e al nord del Paese.