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Studiare costa sempre di piu’.Per un numero crescente di famiglie la scuola rappresenta quasi un lusso.

Comunicato stampa di Enrico Panini

21/08/2003
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Comunicato stampa di Enrico Panini

Con questo governo la scuola cresce. Ma, purtroppo, solo di prezzo!!

Molte famiglie si trovano in questi giorni a fare i salti mortali per consentire ai loro figli di frequentare la scuola.
I costi di iscrizione, frequenza, studio stanno diventando sempre di più il metro attraverso il quale decine di migliaia di famiglie decidono per i propri figli un tipo di scuola o un altro, quando non rappresentano l’elemento decisivo per scegliere se far proseguire o meno gli studi.
Servono una politica dei prezzi ed una politica fiscale che, proporzionalmente al reddito, consenta di detrarre spese che, come quelle scolastiche, contribuiscono allo sviluppo del Paese.
Bisogna riaprire i canali di finanziamento alle scuole dichiarando il fallimento di politiche volte esclusivamente a tagliare nel pubblico per favorire la scuola privata.
La grave situazione con la quale stanno facendo i conti decine di famiglie rende ancora più inaccettabili le scelte di quelle regioni che, in questi anni, hanno preferito usare i soldi del diritto allo studio per sostenere la frequenza nella scuola privata infischiandosene di migliaia di famiglie sempre più in difficoltà

L’assenza di una vera politica di contenimento del costi dei libri di testo da parte del Ministero e del Governo ha lasciato mano libera alle case editrici di aumentare, con i soliti modi, il prezzo dei testi scolastici.
Il risultato è che ci sono rincari generalizzati e che salta il paniere del caro libri.

Contemporaneamente la costante riduzione dei trasferimenti alle scuole fa sì che esse, per mantenere inalterati i livelli di offerta di istruzione, siano portate a chiedere contributi sempre più onerosi ai genitori, anche nella stessa scuola dell’obbligo.

A questo aggiungiamo che la legge delega Moratti sulla scuola produce un altro frutto negativo per migliaia di famiglie: il primo anno di scuola superiore torna ad essere interamente a loro carico considerato che, con una decisione che non ha eguali nell’intero pianeta, siamo l’unico Paese che ha ridotto di un anno l’obbligo scolastico riportandolo al termine della terza media.

Infine, siamo molto preoccupati per le decisioni che potrebbero maturare sul versante degli enti locali che, in crescente difficoltà per la drastica riduzione dei trasferimenti da parte del Governo, potrebbero essere indotti ad aumentare i costi delle mense e di altri servizi.

Roma, 21 agosto 2003