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Contratto “Istruzione e Ricerca”: un primo commento per la sezione dell’Università

Incrementata la retribuzione del 3.48%, restituito il giusto ruolo alla contrattazione decentrata, limitato l’impatto economico di performance e premi, consolidata l’IMA e le PEO si potranno bandire secondo i contratti ante legge “Brunetta”. Rimandata di nuovo la soluzione per ex lettori-CEL e per il personale che opera nelle AOU.

10/02/2018
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La no-stop all’ARAN è cominciata giovedì alle 14.30 con la presentazione di un testo che, per quanto riguardava la sezione università, era insufficiente, distante dalle richieste su relazioni sindacali, salario accessorio, policlinici ed ex lettori-CEL. Pertanto la trattativa, che si è conclusa circa 18 ore dopo, si è svolta in condizioni di estrema difficoltà per la sezione università, schiacciata rispento ai tempi necessari per un rinnovo contrattuale, a maggior ragione dopo 8 anni di attesa. Con la sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL ora inizia un percorso di validazione che, per quanto riguarda la FLC CGIL, si dovrà concludere con il giudizio vincolante dei lavoratori.

Intervista a Francesco Sinopoli | Ipotesi di CCNL

Per quanto riguarda la parte economica, in linea con quanto stabilito per tutto il pubblico impiego, l’aumento della retribuzione complessiva è del 3.48% che, per quanto riguarda la sezione università, è stato riversato quasi interamente nella retribuzione tabellare, che così ha visto un incremento effettivo di circa il 4%. Sempre in linea con quanto valido per tutto il pubblico impiego è stata utilizzata una indennità perequativa, valida fino al 31 dicembre 2018, per avvicinare le retribuzioni più basse alla soglia degli 85 euro prevista dall’accordo del 30 novembre 2016.

Diverse sono state le novità conseguite sulla parte normativa, ed in particolare:

  • sono ricondotte alle relazioni sindacali tutte le materie che erano previste nel precedente contratto, anche se l’organizzazione del lavoro e la formazione del personale sono passate dalle materie di contrattazione a quelle della partecipazione sindacale che, a differenza della contrattazione, prevede al termine del confronto sindacale la redazione di una sintesi dei lavori e delle posizioni emerse e non la sottoscrizione di un accordo vincolante tra le parti. Sono state recuperate alle relazioni sindacali materie legate all’orario di lavoro, al regolamento d’Ateneo sul conto terzi, alla formazione del personale e allo stato dell’occupazione. Viene riconfermata la presenza nella delegazione di parte pubblica sia del Rettore che del Direttore generale, diversamente da quanto sostenuto dall’ARAN che aveva individuato nella sola figura del D.G. il riferimento per le relazioni sindacali negli atenei e nei policlinici.
  • Le risorse da destinare alla valutazione della performance collettiva e individuale sono molto più limitate di quanto si sarebbe potuto verificare in base alla legge 15/09, essendo state limitate ad una parte delle risorse variabili del fondo del salario accessorio.
  • È stata prevista una posizione economica in più per tutte le categorie.
  • Le posizioni economiche si acquisiscono in base alle norme previste dai precedenti contratti, superando così il riferimento all’articolo 23 comma 2 della legge 15/09 che, oltre la selezione, prevedeva l’accesso alle progressioni economiche solo per una “quota limitata” di lavoratori. Il contratto stanzia una quota simbolica del monte salari da destinare alle PEO come indicazione di attenzione al fine del riavvio dell’applicazione di questo istituto contrattuale.
  • l’importo dell’IMA viene confermato e stabilizzato in quanto non disponibile alla contrattazione sull’ utilizzo del fondo del salario accessorio
  • Il personale universitario che opera nelle aziende ospedaliere e universitarie (AOU), in caso di trasferimento d’ufficio conserva la posizione economica acquisita.

Viene prevista una commissione paritetica, da istituire entro 30 giorni dalla sottoscrizione del contratto, per l’individuazione di soluzioni innovative sul sistema di inquadramento del personale, con riferimento anche al personale che opera nelle AOU, sull’istituzione di nuove aree professionali e anche sulla revisione dei criteri di progressione economica.

La commissione paritetica dovrà inoltre indicare soluzioni per la disciplina dei Collaboratori esperti linguisti non essendoci stata in questa fase di rinnovo, nonostante ci fossero tutte le premesse, la possibilità di trovare una soluzione adeguata che risolvesse una volta per tutte la decennale vicenda legata agli ex lettori-CEL. Di ciò portano chiara responsabilità le controparti, che in questo ultimo incontro si sono sottratte al confronto, esprimendo una posizione di assoluta chiusura e di negazione della conclamata realtà rispetto al lavoro di insegnamento svolto negli atenei da parte di questi lavoratori.

Naturalmente poteva essere fatto di più, ma la rigidità dell’ARAN da una parte e lo scarso tempo a disposizione per i rinnovi dei contratti, hanno fatto sì che su alcuni aspetti alla fine si sia dovuto necessariamente soprassedere. Ma la commissione paritetica di prossima istituzione e il fatto che comunque il contratto siglato avrà vigenza fino al 31 dicembre di questo anno, delimitano chiaramente l’orizzonte temporale della nostra azione che quindi proseguirà, senza interruzione, per portare avanti il giusto riconoscimento e valorizzazione del personale universitario all’interno del contratto “Istruzione e Ricerca”.

Questo contratto, dopo otto lunghi anni di attacchi al lavoro pubblico e alla contrattazione, pur con qualche limite, rappresenta un primo e importante passo nella direzione giusta.