Home » Pagine Web » Scioperi e manifestazioni » Precari scuola: tagli e nessun licenziamento? I motivi dello sciopero del 18 marzo

Precari scuola: tagli e nessun licenziamento? I motivi dello sciopero del 18 marzo

18 marzo 2009, sciopero generale di tutti i settori della conoscenza.

05/03/2009
Decrease text size Increase text size

È di queste ore la conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto: i genitori hanno bocciato la Gelmini ed il suo maestro unico!

I primi dati sulle iscrizioni parlano chiaro: i genitori chiedono più tempo scuola (tempo pieno e 30 ore) e promuovono nel contempo i modelli scolastici praticati sin d'ora, apprezzando la qualità del servizio che era stata già certificata dai dati OCSE.

Ora non ci sono più alibi e il progetto TREMONTI-GELMINI-APREA si presenta per quello che è: un attacco alla qualità del servizio pubblico, una destrutturazione premeditata alla scuola statale di qualità e un’operazione di bilancio che sottrae risorse ad un settore fondamentale per il rilancio economico e lo sviluppo del paese.

Si tagliano le risorse economiche e le risorse professionali. Le scuole non riescono a soddisfare le esigenze amministrative essenziali e si prospetta un taglio del personale insostenibile con il licenziamento di decine di migliaia di lavoratori della scuola.

Dopo aver utilizzato il personale docente e ata per anni e spesso per decenni ora questo governo si appresta ad un licenziamento di massa come mai si era visto nella pubblica amministrazione.

In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando il governo si appresta a licenziare decine di migliaia di lavoratori, altamente qualificati, non più giovanissimi e senza nessuna copertura di ammortizzatori sociali.

Noi chiediamo innanzi tutto che il governo, come stanno facendo i governi di tutta Europa, ritiri il suo progetto di destrutturazione del nostro sistema educativo di istruzione, formazione e ricerca e attraverso un nuovo piano di investimenti rilanci un settore fondamentale per garantire lo sviluppo dell’economia del nostro paese.

Noi crediamo che in questa prospettiva i lavoratori precari della conoscenza debbano essere valorizzati e diventare una risorsa e non un costo da tagliare e una zavorra di cui liberarsi all'occorrenza!!!

Nuovi investimenti e stabilizzazione del personale docente e ata precario sono il primo punto della nostra piattaforma rivendicativa per lo sciopero del 18 marzo che abbiamo già presentato al tavolo nell’incontro con il ministro Gelmini.

Con la richiesta formale, al ministero, per una rapida convocazione dei tavoli tecnici abbiamo anticipato che comunque al personale a cui non sarà rinnovato il contratto e dovrà essere garantita un'adeguata copertura economica e giuridica con l'utilizzo di ammortizzatori sociali ordinari e straordinari che andranno successivamente portati al tavolo congiunto con i ministri dell’Economia, Welfare e Funzione Pubblica.

Queste sono le nostre prime proposte per la scuola.

Interventi attivabili dal MIUR

  1. Assunzione in ruolo su tutti i posti vacanti, sia per i docenti che per il personale ATA.

  2. Spezzoni fino a 6 ore: riteniamo indispensabile che gli stessi siano restituiti alle supplenze in modo da garantire un numero più consistente di contratti assegnati dalle graduatorie provinciali (anche derogando dai limiti previsti per l'accorpamento degli spezzoni).

  3. Restituzione delle eventuali assunzioni di personale già di ruolo al posto di arrivo, (come già avvenuto nel 2007/2008) in modo da garantire l'effettiva assunzioni di precari.

  4. Verificare la possibilità di assegnare dalle graduatorie provinciali anche le supplenze che si preannunciano di durata almeno di 5 mesi, in particolare maternità e aspettative.

Interventi in tema di ammortizzatori sociali

  1. Attivazione di una nuova "cassa integrazione" per tutti i supplenti licenziati.

  2. Riduzione dei requisiti necessari per l'accesso alla disoccupazione a requisiti normali (26 settimane invece di 52 e nessuna settimana di lavoro tre anni prima).

  3. Allungamento della durata dell'indennità fino a 12 mesi e incremento dell'assegno fino all'80%.

  4. Possibilità della sola sospensione e non dell'interruzione dell'indennità di disoccupazione in caso di incarichi temporanei nella scuola.

  5. Possibilità di considerare il periodo di disoccupazione come servizio a tutti gli effetti.

  6. Attivare per il personale in servizio di ruolo (docenti e ATA) la mobilità intercompartimentale volontaria.

marzo 2009