Elezioni RSU 2022, candidati con la FLC CGIL

Home » Rassegna stampa » Locale » In Veneto 2.100 insegnanti estromessi, altri 650 in pensione.

In Veneto 2.100 insegnanti estromessi, altri 650 in pensione.

A lanciare l’allarme Marta Viotto, segretaria regionale della FLC CGIL Veneto.

25/06/2018
Decrease text sizeIncrease text size
Agenzia Dire

La ripresa delle lezioni della scuola primaria a settembre è “a rischio” in Veneto, dove ci sono 650 insegnanti prossimi al pensionamento e ben 2.100 insegnanti in possesso del solo diploma magistrale che saranno estromessi.

A lanciare l’allarme è Marta Viotto, segretaria regionale della FLC CGIL, secondo cui il Veneto è “la Regione messa peggio” a livello nazionale. La situazione è particolarmente grave specie per quanto riguarda i diplomati magistrali, ovvero “890 insegnanti di scuola primaria e dell’infanzia immessi in ruolo, con riserva, fin dall’anno scolastico 2015/2016 che hanno svolto regolarmente il periodo di prova e che potrebbero trovarsi licenziati, e di altri 1.200 incaricati che hanno lavorato quest’anno con contratti annuali a tempo determinato, che potrebbero essere esclusi dalle graduatorie per le future nomine della scuola primaria”. Ora, “a due mesi dall’inizio del prossimo anno scolastico”, è indispensabile “che venga trovata una soluzione alla vicenda che coinvolge la vita professionale e personale di migliaia di lavoratrici del mondo della scuola e che garantisca il diritto allo studio alle bambine e ai bambini che a settembre rientreranno nelle classi”, conclude Giotto facendo un appello al Governo, affinchè intervenga con “un provvedimento normativo che risolva, in maniera definitiva e nel rispetto di tutti i soggetti interessati, diplomati magistrali e laureati in scienze della formazione primaria, la questione che da troppi anni crea incertezze al buon funzionamento delle scuole, al personale insegnante inserito nelle graduatorie, alle famiglie e agli alunni, per la mancanza di continuità didattica nelle classi, per la precarietà del lavoro che non garantisce la sicurezza e la serenità del nell’ambiente scolastico”.