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La Stampa/Novara: «Stop all’anticipo nelle scuole della sperimentazione Moratti»

La provincia si oppone al decreto che prevede l'avvio già da settembre

07/04/2006
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La Stampa

NOVARA
Stop alla riforma Moratti. La sperimentazione della riforma alle scuole superiori è stata bocciata dalla giunta provinciale, che ha votato all’unanimità una delibera in cui viene chiesto al Ministro dell’Istruzione Letizia Moratti la revoca del decreto.
Il provvedimento ministeriale a cui si oppone l’amministrazione provinciale, è stato firmato lo scorso 31 gennaio e prevede già per il prossimo anno scolastico l’anticipo della sperimentazione della riforma del secondo ciclo, «contrariamente - sottolinea la giunta provinciale - a quanto concordato con le Regioni, le Province autonome e le Autonomie locali nel corso della conferenza unificata del 15 settembre 2005. In quella sede il ministero aveva deciso di sospendere ogni operazione, rinviando al 2007-2008 l’avvio dei due nuovi binari previsti per le superiori: percorsi liceali e percorsi di istruzione e formazione professionale».
In pratica le superiori verranno distinte in due grandi settori, licei e scuole tecnico-professionali, e sparirà la complessa articolazione in cui oggi è suddiviso il quadro dell’offerta scolastica della secondaria.
A fine gennaio il decreto ministeriale ha invece promosso un progetto nazionale per introdurre «innovazioni sugli ordinamenti liceali e l‘articolazione dei relativi percorsi di studio», dando di fatto il via alle sperimentazioni a partire dal prossimo mese di settembre.«Il decreto della sperimentazione - afferma Paola Turchelli, assessore provinciale alle politiche educative - è stato emanato quasi un mese dopo il termine per la predisposizione della programmazione della rete scolasatica da parte delle Regioni, all’indomani del termine ultimo per le iscrizioni alle scuole, creando così confusione e disorientamento sia tra le famiglie e gli studenti, sia tra i docenti e i dirigenti scolastici».
Contro l’avvio della sperimentazione già a partire dal prossimo anno scolastico si sono espressi Cgil, Cisl e Uil per quanto riguarda il sindacato scuola, e la Regione Piemonte ha fatto ricorso al Tar. \