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Alternanza scuola-lavoro nella fabbrica di munizioni

Oggi la protesta. «C’è un problema etico», denunciano gli studenti delle superiori di Lecco. L’azienda Fiocchi esporta prodotti anche in Turchia, «ma solo per importi ridotti e solo con aziende private» assicura il presidente

08/11/2019
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il manifesto

Alessandro Pirovano

Dopo i fast food, l’alternanza scuola-lavoro arriva anche in un’azienda di munizioni. È quanto succede a Lecco dove la Fiocchi Munizioni, storica fabbrica della città lariana, con oltre seicento lavoratori attualmente impiegati nello stabilimento in Via Santa Barbara, e tra le più importanti aziende di armamenti in Italia, accoglie gli studenti delle scuole superiori per attività in vari ambiti, da quello amministrativo a quello tecnico. A denunciarlo l’Unione degli Studenti di Lecco che oggi scenderà in piazza anche per chiedere di interrompere i legami tra le scuole pubbliche, in particolare del Liceo Scientifico-Musicale Grassi, e la Fiocchi Munizioni dove alcuni studenti lecchesi hanno già svolto e potranno svolgere nei prossimi mesi il loro periodo di alternanza scuola-lavoro.

IL PRESIDENTE Stefano Fiocchi con i suoi collaboratori ha già incontrato un gruppo di studenti un paio di settimane fa in occasione dell’iniziativa del Liceo Scientifico e Musicale Grassi A manager for a day che, attraverso gli incontri con imprenditori del territorio, ha lo scopo di far conoscere le aziende con cui poter svolgere i «Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento» come da settembre è chiamata l’alternanza scuola-lavoro.

COSA PRODUCE? Quali sono i mercati di riferimento e la concorrenza e quali gli investimenti per il futuro? sono state le domande a cui ha risposto la dirigenza della Fiocchi Munizioni, azienda di pallottole per la caccia e che esporta materiali di armamento in vari paesi. Compresa la Turchia, ma solo per importi ridotti e solo con aziende private, ha assicurato a ottobre il presidente Stefano Fiocchi, rispondendo alle accuse di partiti e società civile che, nei giorni dell’attacco turco al Rojava, denunciava gli «ingenti carichi di armi e munizioni» partiti per la Turchia dall’azienda lecchese negli ultimi anni.

«Non si può tralasciare il fattore etico nel momento in cui le scuole, soprattutto se pubbliche, scelgono i propri partner per l’alternanza», afferma decisa Aurora dell’UdS di Lecco, «Non ci sta bene che gli studenti delle scuole superiori possano trascorrere alcune ore in un’azienda leader della produzione di munizioni a livello mondiale».

PER RIBADIRLO, gli studenti hanno indetto lunedì scorso un presidio di fronte ai cancelli della storica fabbrica lecchese in vista del corteo di oggi. «La scuola è il primo posto dove si produce il cambiamento», spiega Aurora, convinta che la scelta delle scuole di «collaborare con la Fiocchi Munizioni invece, vada in tutt’altra direzione: è un modo per lasciare la situazione immutata, alimentando consapevolmente un sistema che viola diritti umani fondamentali. Senza risparmiare neppure i ragazzi più giovani». Opinione condivisa anche da alcuni docenti. «C’è chi minimizza dicendo che la Fiocchi Munizioni sia solo un’azienda storica lecchese che da lavoro a molte famiglie. Ma la scuola dovrebbe pensare in modo diverso, dando la precedenza all’etica e non al business», dice un insegnante dell’istituto. Da parte sua il preside del Liceo Scientifico e Musicale Grassi ha respinto le accuse, spiegando come la Fiocchi figuri semplicemente tra le imprese disponibili a far svolgere l’alternanza agli studenti e come il programma di collaborazione non riguardi solo il suo istituto ma anche altre scuole della provincia.

Nei mesi scorsi la Fiocchi Munizioni era finita al centro delle cronache anche per la controversa pubblicazione di un calendario aziendale in cui alcune dipendenti dell’azienda erano in posa con le munizioni prodotte nella fabbrica. Al binomio donne e pallottole, sembra essersi aggiunto quello studenti e munizioni.