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E Fedeli invia gli ispettori nei licei degli spot classisti

La ministra ha chiesto all’Invalsi, l’Istituto di valutazione della scuola italiana, un controllo puntuale su tutti i rapporti pubblicati su “ La scuola in chiaro”.

10/02/2018
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Il Messaggero

Corrado Zunino

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha annunciato che invierà gli ispettori nei quattro licei che, come riportato da Repubblica, hanno pubblicato autovalutazioni classiste. La ministra ha chiesto all’Invalsi, l’Istituto di valutazione della scuola italiana, un controllo puntuale su tutti i rapporti pubblicati su “ La scuola in chiaro”. « Sto considerando possibili sanzioni», ha detto la ministra, «quello che ho letto su un sito istituzionale non è accettabile, alcune frasi appaiono particolarmente gravi, perfino classiste ».

Due dei quattro licei classici chiamati in causa — il Visconti di Roma e il D’Oria di Genova — hanno già rettificato i passaggi censurabili. Ieri mattina, alcuni studenti del liceo romano hanno appeso uno striscione con la scritta: “ Tutto questo favorisce l’apprendimento?”, citando la frase più infelice presente nel rapporto di autovalutazione dell’istituto. Nel corso di un’assemblea, alcuni docenti hanno sostenuto che la scuola avrebbe dovuto chiedere scusa. La dirigente Clara Rech, in una lettera, ha voluto ribadire che il suo liceo è « democratico, antifascista e interclassista » . La preside del D’Oria, Mariaurelia Viotti, ha detto a sua volta: « La fisionomia della nostra scuola è da anni all’insegna di un quotidiano impegno per l’inclusione e per la lotta contro il disagio » . Secondo il preside del Parini di Milano, Giuseppe Toddu, c’è un gigantesco equivoco di fondo: « La nostra scuola è aperta a tutti da sempre, a prescindere dalle condizioni socio-economiche».

All’interno e all’esterno del mondo scolastico, molti sottolineano che proprio la griglia di domande sottoposte dal ministero induceva a risposte tranchant e a rischio. E vedono nell’eccesso di concorrenza instaurato dalla Buona scuola una delle ragioni che spingono i dirigenti a “vendere” la propria scuola come priva di problemi, « senza disabili né stranieri». Tuttavia altri istituti, anche licei di fama, hanno presentato autovalutazioni in cui multiculturalità e interclassismo sono definiti «opportunità».