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Emergenza sostegno: 268mila studenti disabili ma mancano 83mila insegnanti

Il nuovo anno scolastico non è cominciato per tutti nel migliore dei modi: sono infatti centinaia di migliaia gli studenti con disabilità che non hanno ancora ottenuto un insegnante di sostegno e che dovranno attendere ancora settimane o mesi. Colpa di un sistema di reclutamento kafkiano e burocratico.

15/09/2020
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Fanpage.it

Davide Falcioni
Quando ieri mattina alle otto è suonata la prima campanella dell'anno scolastico 2020/2021 circa 5,6 milioni di studenti sono tornati in classe: alla porta sono però rimasti moltissimi bambini e ragazzi disabili per i quali non sono stati ancora reclutati insegnanti di sostegno. In totale, secondo i dati forniti dal Ministero dell'Istruzione, studenti e studentesse con disabilità sono 268.671. Di questi, 19.907 frequenteranno la Scuola dell’infanzia, 100.434 la Primaria, 70.431 la Secondaria di primo grado, 77.899 la Secondaria di secondo grado. Per molti di loro l'insegnante di sostegno è ancora un miraggio.

È accaduto ad esempio a Pisa, dove una mamma si è sfogata su Facebook: "Mio figlio da una settimana faceva le prove davanti allo specchio, col grembiule e lo zainetto, felice e impaziente di andare per la prima volta a scuola. La settimana scorsa ho partecipato a una riunione con la preside e i genitori nella quale ci sono state illustrate le regole anti-Covid e spiegato come la scuola sia stata rinnovata, predisposta e attrezzata anche con maxi schermi. Alla fine della riunione – ha proseguito la donna – ho chiesto informazioni per il sostegno a mio figlio". Alla donna la dirigente scolastica ha però spiegato: "Abbiamo solo due maestre per 14 disabili". L'insegnante è stata nominata solo nel pomeriggio di ieri e anche grazie alla polemica sollevata dalla mamma dell'alunno.

Un caso analogo è avvenuto a Roma all'istituto Pio La Torre, dove un bimbo down arrivato ieri mattina a scuola insieme alla mamma è stato costretto a tornare a casa anche in questo caso per la mancanza dell'insegnante di sostegno: "Per quelli come mio figlio, che soffre di autismo, la scuola non inizia oggi e chissà quando comincerà – si è sfogato il padre – . L'insegnante di sostegno purtroppo non è disponibile perché l'assistente assegnato deve dividersi tra più istituti e le altre maestre non si prendono la responsablità di tenere mio figlio in classe, visto che non lo sanno gestire. Sono stanco di vedere mio figlio, insieme ad altri 500mila ragazzi in Italia, trattato peggio di un cane. Lui beneficia della legge 104 e avrebbe diritto alla copertura per l'intero orario scolastico. Ma resta tutto sulla carta. La cosa più grave è che non c'è nessuno che sappia indicare una data, nulla".

Perché mancano gli insegnanti di sostegno

Storie come quelle di Pisa e Roma si stanno registrando in ogni angolo d'Italia e secondo l'ultimo dossier di Tutto Scuola ben 170 mila alunni con disabilità (il 59% del totale) all’apertura della scuola non hanno trovato il docente di sostegno che li seguiva l’anno scorso. In molti casi ne cambieranno nei prossimi mesi anche più di uno. Colpa di un sistema di reclutamento kafkiano: con il nuovo anno scolastico andranno effettuate nuove chiamate o nomine sulla base di graduatorie comunque rinnovate, perché modificate da correzioni di errori e sentenze del TAR, quando non semplicemente riformulate ex novo. Accade così che un insegnante che lo scorso anno ha seguito con profitto un alunno possa venire scavalcato da un altro sopraggiunto al suo posto in graduatoria: il reclutamento è dunque affidato esclusivamente alla burocrazia, anziché alla valutazione del docente e ai risultati conseguiti.

Nei giorni scorsi la ministra Lucia Azzolina aveva preannunciato le difficoltà nel reclutamento degli insegnanti di sostegno parlando di un "male che viene da lontano" per la cui soluzione "servono programmazione e regole nuove sul reclutamento dei docenti. Abbiamo una carenza cronica di specialisti. Quest’anno abbiamo aumentato i posti per chi vuole specializzarsi, ma non basta. Sul sostegno serve un piano strategico e abbiamo già cominciato a lavorarci”. I posti messi a bando ogni anno dalle Università sono insufficienti e lo sono a maggior ragione durante una pandemia. A ciò, come segnala il portale specializzato Orizzonte Scuola, si sommano le esigue immissioni in ruolo sul sostegno. Il risultato è che già prima dell'emergenza sanitaria le difficoltà a reperire insegnanti specializzati erano notevoli, visto che per diventare docenti di sostegno è necessario aver frequentato un Corso di Specializzazione all’Università.

Alla ministra ha replicato l'ANIEF – Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, ricordando come la crescita degli studenti disabili sia stata costante negli ultimi 15 anni e come, di conseguenza, sia sempre più urgente specializzare nuovi insegnanti di sostegno: "A fronte di 83 mila docenti precari da assumere, con il V corso Tfa sostegno solo un quarto conseguiranno la specializzazione. Ecco perché abbiamo chiesto al Tar di ammetterne più del doppio. E per lo stesso motivo riteniamo che anche chi ha conseguito o conseguirà la sufficienza debba essere ammesso al corso specializzante: in questo secondo caso, fino al 5 ottobre, dopo avere svolto la prova, coloro che hanno conseguito la sufficienza senza essere ammessi potranno ricorrere. Sempre con il patrocinio del nostro sindacato, famiglie e personale potranno anche rivendicare che le tante cattedre di sostegno in deroga e non considerate ‘piene’ possano essere collocate in organico di diritto e con un numero di ore completo: l’iniziativa ‘Non un’ora di meno’”.
La CGIL: "Bocciata nostra proposta per immissioni in ruolo di docenti specializzati"

Secondo la FLC CGIL i disagi che attanagliano migliaia di studenti bisognosi del sostegno e le rispettive famiglie si sarebbero potuti evitare con un piano assunzioni straordinario da mettere in campo nei mesi scorsi. Per questo motivo il sindacato aveva presentato un emendamento al Decreto Scuola prevedendo una procedura concorsuale “snella”, per titoli ed esame orale, su base regionale, finalizzata "all’accesso in ruolo dei docenti in possesso del relativo titolo di specializzazione, ma non collocati, per i posti di sostegno, in graduatorie preordinate alle immissioni in ruolo". L'emendamento è stato stralciato alla vigilia dell'approvazione definitiva e questa, per la CGIL, rappresenta "una delle tante occasioni perse, all’origine dei ritardi e delle incertezze della faticosa ripartenza. Si tratta di una situazione che rischia di ledere i diritti di migliaia di alunni con disabilità, più degli altri penalizzati, nella lunga fase dell’isolamento e della distanza, dalla privazione di quella relazione educativa, fatta di quotidianità, di contatti interpersonali, di esperienze significative, che è sostanza stessa dell’integrazione e dell’inclusione. E’ evidente la grave responsabilità della politica che, incapace  di offrire risposte ai bisogni dei soggetti più fragili, ha consentito l’ ulteriore aggravamento di un settore che già lo scorso anno aveva visto la copertura di oltre 80 mila posti, per lo più assegnati in deroga, ricorrendo all’assunzione di docenti precari non specializzati. Il personale di ruolo è pari a 79.679 docenti, quindi il numero delle cattedre assegnate ai precari quest’anno supererà abbondantemente il numero di quelle coperte da personale di ruolo. La ‘bocciatura' della procedura semplificata, che avrebbe consentito di stabilizzare 19/20 mila docenti che hanno completato la formazione specialistica con il III e IV ciclo del TFA, è quindi una scelta miope, in palese contraddizione con le dichiarazioni pubbliche della ministra Azzolina secondo la quale gli alunni con disabilità sono una priorità assoluta del ministero”.