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I Comuni a Renzi: «Edilizia scolastica, così solo i rattoppi»

Renzi sblocca il patto di stabilità: «Settimana chiave» per la scuola. Roman (Anci): «Ma con 244 milioni si possono costruire solo 7 nuove scuole»

20/05/2014
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Corriere della sera

Cavallo di battaglia del nuovo governo, l’edilizia scolastica resta, dal varo dell’Agenda del premier lo scorso febbraio, un tema molto dibattuto. Ma anche se il programma di interventi per rendere più belle e sicure le scuole della penisola va avanti, c’è chi sostiene che la marcia proceda a passi troppo corti.

Settimana chiave

Matteo Renzi, in un tweet, ha spiegato lunedì che questa è una «settimana chiave per la scuola. Abbiamo sbloccato il patto di stabilità, come promesso. Venerdì le risposte dei sindaci, poi i cantieri». Si riferiva alla lettera (la seconda) inviata a inizio mese ai sindaci. Ai 4.400 che hanno risposto alla prima missiva, del 3 marzo, quella in cui invitava i primi cittadini a segnalare le priorità di intervento su una struttura scolastica del loro Comune. A loro il premier rivolge ora l’invito a completare - termine ultimo venerdì 23 - la documentazione necessaria per dare il via ai cantieri. In sostanza, i sindaci dovranno dire al governo se per gli interventi richiesti chiedono un finanziamento integrale, oppure se hanno in cassa parte delle risorse e quindi, per far partire i lavori, hanno bisogno solo dello sblocco del Patto di stabilità.

Soluzioni personalizzate

«A tutti voi - scriveva Renzi - presenteremo una proposta di soluzione personalizzata, predisposta sulla base del bilancio del Comune, per realizzare al più presto l’intervento che avete ipotizzato. Abbiamo liberato risorse e spazio nel patto di stabilità. Dunque, possiamo partire». Giugno, dopo la chiusura delle scuole, il momento indicato per l’avvio dei cantieri, in modo da poter consegnare, a settembre, le scuole «risanate». Resta solo l’ultimo passaggio, la compilazione di alcuni moduli relativi ai progetti presentati, che i sindaci dovranno inviare, entro venerdì, a scuole@governo.it.

Cabina di regia

Una procedura che solleva qualche perplessità: «Non siamo informati di nulla, non c’è stato il coordinamento che avevamo chiesto al governo», dicono dall’Anci, l’associazione che rappresenta tutti i comuni italiani. Non c’è stata, soprattutto, quella cabina di regia che l’associazione voleva per mettere in rete le informazioni e conoscere le procedure e le priorità di intervento: chi verrà privilegiato e perché.

«Poca roba»

Anche sulle cifre messe in campo - che derivano dallo sblocco di fondi dal patto di stabilità - l’Anci ha da ridire: «244 milioni (per il biennio 2014-2015) sono poca roba - dice Riccardo Roman, presidente della commissione Istruzione dell’associazione - servono per piccole sistemazioni. Oppure bastano per costruire sette scuole nuove in un anno: siamo lontani da un intervento di riqualificazione su scala nazionale».
Roman riconosce che per la prima volta il tema acquista rilevanza e dignità, e di questo si dice grato al governo. Però l’Anci sta preparando una lettera con una richiesta di incontro con il premier. «Ci sono punti da chiarire», spiega Roman.

Partenza

L’edilizia scolastica rappresenta, nelle parole del presidente, «un punto che riguarda la sicurezza dei nostri ragazzi, la capacità di progetto delle nostre amministrazioni, la qualità del nostro vivere assieme che dovrebbe essere e sarà la cifra dell’Italia». Esternazioni che conferiscono urgenza alla partenza dei lavori.

In futuro

A fine aprile il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, in commissione istruzione al Senato aveva tracciato un quadro generale degli interventi relativi all’edilizia scolastica, spiegando che «per garantire che le risorse del decreto “Del Fare” già stanziate potessero arrivare agli enti locali beneficiari abbiamo agito con celerità rendendo possibili a oggi 692 interventi urgenti con 150 milioni. Con il decreto legge n.66 del 24 aprile abbiamo stanziato altri 300 milioni che riguardano interventi di edilizia immediatamente cantierabili e dunque sono disponibili cash 450 milioni». Il ministro aveva poi aggiunto che «è in corso di programmazione un piano di interventi di piccola manutenzione che conta su un fondo di altri 400 milioni per i quali si procederà attraverso gare Consip». Un balletto di cifre che in parte fa riferimento a risorse già esistenti e non utilizzate, e a risorse stanziate per le pulizie scolastiche (che finiranno col coprire anche le piccole riparazioni e la manutenzione, che saranno gli operatori Lsu a garantire). C’è poi il libro dei sogni da sfogliare, quello dei fondi europei 2014-2020, che potrebbero «piovere» sui tetti (anche) delle scuole nei prossimi anni. Ma questo è un capitolo ancora tutto da scrivere e sul quale il sottosegretario all’Istruzione Roberto Reggi ha già avvertito: «Servirà una programmazione adeguata».