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Il bambino azienda

di Massimo Gramellini

12/05/2018
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Corriere della sera

Sta passando il principio che la scuola serva soltanto a trovare un lavoro e non anche se stessi. Condizionati dal Pensiero Unico Materialista, gli estensori dei questionari Invalsi hanno chiesto ai bambini della primaria: «Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?». Segue un elenco di traguardi esistenziali immaginati come eccitanti per dei bambini di dieci anni: avere abbastanza soldi, comperare ciò che si vuole, trovare un buon lavoro. Alle piccole cavie vengono concesse sei gradazioni possibili di risposta, da «per niente» a «totalmente».

Se avessi dieci anni, ma non è detto che non li abbia, risponderei: «Per niente». E, con un linguaggio appena un po’ più ingenuo di quello che userò, aggiungerei: «Alla mia età rivendico il diritto di potere ancora sognare e di non associare la felicità al possesso di beni materiali. Il lavoro e i soldi sono importanti, specie se non li hai. Ma dalla scuola mi aspetto che insegni anche altro. Che mi dia gli strumenti culturali per vivere meglio, per cogliere la bellezza in un’opera d’arte, per ammirare un tramonto e non solo una vetrina. Che, almeno alle elementari, mi spinga a fantasticare e a cercare dentro di me il talento unico e irripetibile che sicuramente posseggo, come tutti. Che non faccia di me solo un consumatore compulsivo e uno sbarratore di crocette nei questionari, ma un essere umano completo, capace di abitare la vita nella sua interezza o — come direste voi — totalmente».