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Il caos è generato dal governo, noi pronti alla mobilitazione

Di Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL

12/01/2021
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ItaliaOggi

I lavoratori della scuola, gli studenti e le loro famiglie vivono una situazione di grave disorientamento determinato dal caos istituzionale e organizzativo sulla riapertura delle attività didattiche.

Nei giorni scorsi come Flc-Cgil abbiamo mandato alcuni messaggi precisi: la situazione nelle scuole è arrivata al limite se non oltre; si faccia chiarezza sui dati dei contagi nelle scuole o si dica che non è possibile farlo; la responsabilità della confusione è in primo luogo del governo che ha adottato norme che consentono alle Regioni di intervenire persino sulla didattica; con le ordinanze regionali abbiamo avuto un primo assaggio dell'autonomia differenziata nella scuola che la Flc-Cgil considera il pericolo più grave per l'unità del nostro Paese e per il nostro sistema di istruzione; non siamo disponibili ad aperture indiscriminate delle scuole senza assolute garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l'incolumità di studenti e lavoratori.

Naturalmente l'elenco delle omissioni potrebbe andare avanti: i precari, le classi numerose, la mancanza di presidi sanitari nelle scuole, il trasporto scolastico dedicato soprattutto nelle scuole superiori.

Riteniamo indispensabili alcune scelte di fondo: il rinvio dell'apertura delle attività didattiche era e deve essere del governo nella sua collegialità senza delegare più nulla alle Regioni a causa dell'incapacità del governo stesso di decidere; occorre rendere prioritaria la vaccinazione del personale della scuola nell'ambito del «Piano strategico nazionale»; è necessario valorizzare l'autonomia delle istituzioni scolastiche a partire dalla constatazione che vi sono organi collegiali con la presenza anche dei genitori e, nella secondaria di II grado, degli studenti; occorre rivedere i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati. Riguardo al rinnovo contrattuale le risorse sono ancora insufficienti. Per la scuola parliamo di un aumento degli stipendi pari a 82 euro medi mensili lordi, ben lontano da quell'aumento a «tre cifre» da tempo promesso. È necessario intervenire con ulteriori risorse per la valorizzazione del personale, prevedere forme di defiscalizzazione di incrementi contrattuali e del salario accessori. Ma chiediamo interventi su temi di natura normativa in primis l'equiparazione in termini di diritti tra personale a tempo determinato e personale a tempo indeterminato.

È chiaro che in mancanza di risposte credibili e in tempi rapidi sarà mobilitazione.