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l piano per gli studenti disabili: bando per 450 docenti espert

Ieri il via libera del Consiglio dei ministri: da settembre parte la riforma, coinvolto tutto il personale scolastico

21/05/2019
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Corriere della sera

Valentina Santarpia


«Non è affare nostro»: non è facile per i genitori degli studenti disabili ingoiare questa risposta. Ma qualcosa promette di cambiare da settembre, quando diventerà operativo il provvedimento, approvato in Consiglio dei ministri ieri sera, che corregge il famigerato decreto legislativo 66. La norma, che doveva entrare in vigore il 1° gennaio di quest'anno, era slittata dopo le proteste delle associazioni dei portatori di handicap, che le contestavano di considerare l'alunno disabile sulla base di documenti più che della realtà. Il correttivo capovolge quest'ottica, attuando la Convenzione Onu del 2009, mai recepita davvero dal nostro Paese. «La disabilità deve essere intesa come interazione fra la condizione di salute di un soggetto e il contesto entro cui tale individuo vive — sottolinea il sottosegretario all'Istruzione Salvatore Giuliano — superando definitivamente l'impostazione fondata sulla menomazione e lo svantaggio sociale».

In concreto, l’assistenza allo studente disabile diventa un compito di tutti. I cinque milioni di euro risparmiati per il rinvio del decreto legislativo 66 verranno usati per fare formazione a tutti i dipendenti della scuola, dai bidelli ai docenti: chiunque dovrà sapere come comportarsi con chi ha difficoltà nel camminare, comunicare, imparare, muoversi, interagire.

Il sottosegretario Giuliano: «Superata l'impostazione fondata su menomazione e svantaggio sociale»

Il gruppo di lavoro operativo, che veniva cancellato, torna a essere centrale: composto dai docenti del consiglio di classe, da quello di sostegno, da rappresentanti dell'Asl e degli enti locali e dal medico dello studente, potrà essere integrato — altra importante novità — dall'alunno stesso se maggiorenne. E avrà il compito di definire quelli che l'Onu chiama «barriere e facilitatori»: tutti quegli elementi che possono essere rimossi o sostenuti per aiutare il ragazzo disabile. Un esempio: un'aula male illuminata può diventare un problema per chi ha problemi di vista. Un laboratorio per imparare il Braille, come quello realizzato dalla scuola di Brescia per il piccolo Denis, è una spinta alla partecipazione. Ma come si fa a individuare questi aspetti? Con l'aiuto di 450 docenti, selezionati a giugno con un bando tra i più esperti, che faranno capo alle scuole provinciali per l'inclusione. «Finalmente la valutazione della disabilità verrà fatta in modo dinamico e non più statico», commenta il presidente di Fish Vincenzo Falabella. Resta per ora a margine il nodo degli insegnanti di sostegno: in attesa del reclutamento di 16 mila nuovi docenti da formare, saranno ancora 40 mila i supplenti nell'anno 2019/20. Molti non specializzati