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La scuola in mezzo al guado. Riforme fatte, ...

La scuola in mezzo al guado. Riforme fatte, ... La scuola in mezzo al guado. Riforme fatte, riforme annunciate, riforme bloccate. E in un ribollio di plausi e di proteste, di attese e di sper...

29/10/2001
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La scuola in mezzo al guado. Riforme fatte, ...

La scuola in mezzo al guado. Riforme fatte, riforme annunciate, riforme bloccate. E in un ribollio di plausi e di proteste, di attese e di speranze, di dinieghi e di richieste, di mugugni e di sorrisi, oltre 7 milioni di studenti e più di 700 mila maestri e professori giorno per giorno innestano i cambiamenti, talvolta anche contraddittori, nel vecchio tronco dell'acciaccata istruzione italiana. Come ogni anno, ci sono scioperi, manifestazioni, autogestioni e occupazioni. Come tutti i ministri che l'hanno preceduta, Letizia Moratti deve fare i conti con questa commistione di esuberanze e frustrazioni. E le proteste per il contratto o per il diritto allo studio si intrecciano con la politica. Gli aumenti ai presidi e il ruolo della scuola pubblica sono accompagnati da assemblee nelle quali si discute di terrorismo, di Bush, di Bin Laden. I professori sono sul piede di guerra. Dicono di essere pagati poco e di lavorare male. Una storia che dura da quasi cent'anni: è del 1902 un discorso di Gaetano Salvemini che denunciava le precarie condizioni economiche degli insegnanti citando il caso di una maestra di ginnastica che a Napoli "si uccise perché non riusciva a sfamare con il suo stipendio le sue quattro creature". Certo, in un secolo è cambiato tutto, ma il "proletariato accademico" continua a rumoreggiare. Tutto come gli altri anni, allora? Sì e no. Sì perché le proteste di fondo, il mal sottile della scuola italiana, restano immutate. No perché alcuni veri cambiamenti, come l'autonomia, stanno rivoluzionando il mondo dell'istruzione. La scuola in mezzo al guado, appunto. Bisogna provare a capire quel che sta accadendo. Con l'aiuto di tutti i protagonisti, presidi, insegnanti, genitori, studenti.

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