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Le cattedre senza prof «Sono ancora 150 mila»

Che questo fosse destinato a diventare un anno nero per le supplenze, i sindacati lo dicono da tempo

16/09/2020
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Corriere della sera

Orsola Riva

L’unica cosa certa è che i posti ancora scoperti sono tantissimi. Come purtroppo sanno bene le famiglie alle prese, in questa prima settimana di apertura, con orari ridotti a volte fino all’osso (due, tre ore al giorno). Che questo fosse destinato a diventare un anno nero per le supplenze, i sindacati lo dicono da tempo. A quelle già previste si è aggiunta la voragine delle mancate nomine di ruolo (su quasi 85 mila assunzioni autorizzate dal Mef, secondo i sindacati ne sono andate a buon fine 25 mila). Sommando il cosiddetto organico Covid (circa 60 mila docenti in più che il governo ha messo a disposizione per gestire l’emergenza solo quest’anno), si arriva alla cifra record di quasi 210 mila cattedre da dare in supplenza, di cui 150 mila sarebbero ancora scoperte (dati Cisl).

La ministra Lucia Azzolina, ieri sera in tv, ha dato le prime cifre: «Sinora abbiamo nominato 70 mila supplenti, 25 mila solo oggi. Domani ci saranno altre convocazioni e per il 24 avremo i docenti in cattedra. In passato i supplenti arrivavano a ottobre, con graduatorie cartacee. Ora c’è una procedura digitalizzata». Peccato che le nuove graduatorie informatiche, pubblicate in fretta e furia, siano piene di errori. Quelle di Milano, in particolare, erano così pasticciate che sono diventate inservibili. Spiega Pippo Frisone della Cgil Scuola: «Su 112 mila domande sono arrivati oltre 4.000 reclami, che hanno bloccato tutto». C’è stato pure un mezzo incidente con l’ex ministro Bussetti, tornato provveditore, che aveva invitato i presidi a procedere alle nomine pescando i nomi dai vecchi elenchi, che il ministero nel frattempo ha dichiarato decaduti. Richiamato all’ordine, ha fatto marcia indietro. Risultato: dei 10 mila posti da assegnare a Milano, finora non ne è stato coperto neanche uno. «Bisogna aspettare la ripubblicazione delle graduatorie — dice Frisone — che avverrà questo fine settimana per infanzia, elementari e sostegno, ma per le medie e le superiori solo a fine mese». Il che vuol dire che per vedere i primi supplenti di matematica, italiano e inglese — di cui c’è cronica mancanza — se ne riparlerà nella prima settimana di ottobre. A meno che prima non arrivino dei supplenti « a tempo».

Intanto a pagare il conto più caro sono, come sempre, gli studenti più fragili: i bambini e ragazzi disabili. E le loro famiglie. Lunedì due bambini di 6 e 9 anni di Pisa e Roma sono stati mandati a casa perché mancava l’insegnante di sostegno. Il ministero ha annunciato «accertamenti», ma la realtà, non nuova, è che di docenti con la specializzazione ce ne sono pochissimi: circa 25 mila a fronte di un fabbisogno per le supplenze che è schizzato a 96 mila posti (più di quelli di ruolo), visto che delle 20 mila assunzioni previste se ne sono materializzate solo duemila: una su dieci.