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Magistrali, supplenza garantita

L'emendamento approvato al dl dignità per salvare i maestri diplomati licenziati

31/07/2018
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ItaliaOggi

Carlo Forte

Gli insegnanti di scuola dell'infanzia e primaria in possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002, che sono stati assunti per effetto di provvedimenti cautelari, rimarranno in cattedra fino al 30 giugno 2019, anche dopo l'emissione delle sentenze, il cui esito negativo per i ricorrenti è ormai scontato. L'Adunanza plenaria del Consiglio di stato, infatti, ha stabilito che i possessori di questi titoli non hanno diritto ad essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento. E l'inesistenza di tale diritto fa sì che le assunzioni fin qui effettuate siano da annullare. E ciò ha indotto il governo a sanare parzialmente la questione modificando il decreto dignità, da oggi al voto dell'aula della camera, con un emendamento approvato il 25 luglio scorso dalle commissioni riunite, Finanze e Lavoro.

La norma dispone anche l'istituzione di un concorso a cattedre straordinario, per consentire ai docenti che perderanno la causa di accedere a una sorta di corsia preferenziale che valorizzerà il servizio già prestato. Per avere accesso alle selezioni, infatti, basterà avere svolto 2 anni di servizio negli ultimi 8 anni scolastici. Per essere valido, ognuno dei due anni di servizio richiesti per essere ammessi al concorso straordinario dovrà essere prestato, anche frazionatamente, per almeno 180 giorni. Se inferiore a 180 giorni, il servizio sarà considerato valido a patto che sia stato prestato ininterrottamente dal 1° febbraio fino al termine delle operazioni di scrutinio finale.

Alla valutazione del servizio saranno destinati 50 dei 100 punti a disposizione delle commissioni per valutare i candidati. Al concorso avranno diritto di accesso, alle stesse condizioni dei diplomati magistrali, anche i laureati in scienze della formazione primaria. L'emendamento è il 4.24 ed era stato presentato dal governo tramite, Giulio Cementero, deputato della Lega (relatore per la VI commissione finanze) e Davide Tripiedi, deputato del Movimento 5 stelle (relatore per l'XI commissione lavoro). Il testo è attualmente all'esame dell'aula e, dopo l'approvazione, sarà trasmesso al senato per l'ok definitivo. Sempre che nel corso della discussione in senato non subisca ulteriori modifiche. Nel qual caso il provvedimento dovrà essere sottoposto a un nuovo iter di approvazione.

Il dispositivo conferma l'applicazione del termine di 120 giorni per l'esecuzione delle sentenze. E prevede che i diplomati magistrali immessi in ruolo o assegnatari di supplenza annuale fino al 31 agosto, non saranno licenziati subito perché i loro contratti saranno convertiti in supplenze fino al 30 giugno 2019.

La decisione è stata motivata con la necessità di garantire la continuità didattica fino al termine delle lezioni. Ed è stata adottata in considerazione del fatto che le sentenze dei giudici amministrativi, per effetto delle quali i docenti interessati dovranno essere licenziati, saranno in tempi diversi nel prossimo anno scolastico. E l'esecuzione delle stesse avrebbe interrotto la continuità didattica a danno degli alunni.

Quanto alla tabella di marcia dei concorsi, il governo ha intenzione di confermare il sistema duale previsto dal testo unico. Pertanto, il 50% dei posti e delle cattedre che si renderanno disponibili saranno assegnati in via prioritaria agli aventi titolo all'assunzione tratti dalle graduatorie dei concorsi. E il rimanente 50%, agli aventi diritto individuati tramite lo scorrimento delle graduatorie a esaurimento. Nel caso in cui tali graduatorie dovessero esaurirsi, gli eventuali posti e cattedre residui saranno assegnati agli aspiranti ancora inclusi nelle graduatorie dei concorsi.

Le assunzioni di coloro che saranno stati tratti dalle graduatorie dei concorsi banditi nel 2016 saranno effettuate prima delle altre. L'emendamento chiarisce che, in ogni caso, bisognerà salvaguardare in via prioritaria l'assunzione dei vincitori di concorso. Mentre, per quanto riguarda gli idonei (cioè coloro che non rientrano in posizione utile per essere assunti nel limite dei posti messi a concorso, ma abbiano comunque superato il concorso conseguendo il punteggio minimo) lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi avverrà solo fino a quando non entrerà in vigore una nuova graduatoria derivante da un successivo analogo concorso.

Successivamente si procederà all'assunzione degli aventi titoli individuati tramite lo scorrimento dei concorsi straordinari riservati ai diplomati magistrali ante 2012 e ai laureati in scienze della formazione primaria con 2 anni di servizio presati entro gli ultimi 8 anni scolastici. E infine, sui posti e le cattedre che rimarranno vacanti e disponibili (sempre nell'ambito del 50% delle disponibilità) saranno effettuate le assunzioni dei vincitori dei concorsi ordinari banditi successivamente. L'emendamento non fa alcun riferimento ai vincitori dei concorsi che sono stati banditi ai sensi del decreto 85/2018, le cui assunzioni dovrebbero avvenire dal 2018/2019.