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Manifesto-Il ritocco della Bertagna

Il ritocco della Bertagna I licei restano di cinque anni. Pubblicate le materie per la seconda prova scritta di maturità CINZIA GUBBINI - ROMA Il 19 giugno inizieranno gli esami di stato dell'...

10/01/2002
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il manifesto

Il ritocco della Bertagna
I licei restano di cinque anni. Pubblicate le materie per la seconda prova scritta di maturità
CINZIA GUBBINI - ROMA

Il 19 giugno inizieranno gli esami di stato dell'anno scolastico 2001-2002 e ieri sono state rese note le materie della seconda prova scritta (vedi la scheda a fianco, ndr). Un esame molto particolare, quello di quest'anno, tutto nel segno dell'era Moratti: per la prima volta gli studenti si troveranno di fronte una commissione composta solo di membri interni all'istituto, con l'eccezione del presidente che sarà invece un membro esterno. La modifica è stata approvata attraverso la legge finanziaria. Una scelta che ha scatenato un vespaio di polemiche: che c'entra la composizione della commissione d'esame con la legge finanziaria? Senza considerare che la nuova commissione costerà molto di meno per le casse dello stato. E da quando il ministro Moratti si è insediata al ministero di viale Trastevere ogni giorno ce n'è una nuova. Incontri, circolari, dichiarazioni, bruschi scontri istituzionali e sindacali. Ma il cuore della questione scuola resta la bozza Bertagna e la rivoluzione dell'organizzazione scolastica.
Come cambia la bozza."Si tratta di una proposta", era stato detto. E ora è arrivato il tempo dei cambiamenti. "Solo indicazioni, suggerimenti, niente di deciso", fanno di nuovo sapere dal ministero. Ma di certo l'altro ieri si è svolto l'incontro con i responsabili della scuola dei partiti della maggioranza e in questi giorni - fino a sabato - si svolgeranno gli incontri con gli enti locali. Ovvero: la bozza Bertagna non resterà così come è stata elaborata dal famoso pedagogista. L'unica cosa praticamente certa è che il liceo durerà cinque anni, e non quattro come era statoprevisto. Com'è noto il taglio di un anno al "glorioso" liceo non piaceva alla destra, in particolare ad An. Ma anche a sinistra la decurtazione aveva sollevato perplessità. Detto fatto, le scuole superiori resteranno di cinque anni. Il che, secondo alcuni, ha davvero poco senso se venisse riconfermato lo schema proposto da Bertagna (netta divisione licei/istituti tecnici). Chi frequenterà i licei, infatti, sarà destinato a proseguire gli studi all'università. Quindi, per quale motivo gli italiani dovrebbero frequentare per un anno in più le superiori rispetto alla stragrande maggioranza dei colleghi europei? Una scuola superiore di cinque anni crea un altro problema: per mantenere l'obbligo formativo a 18 anni, il bambino dovrà iniziare la scuola a 5 anni. Un espediente che non piace a molti, in parte perché significherebbe decapitare la scuola dell'infanzia; in parte perché alcune scuole di pensiero stigmatizzano l'avviamento scolastico precoce. Si vocifera che l'entrata a scuola un anno prima sarà "a discrezione delle famiglie". Nel "nuovo" progetto, inoltre, verranno chiariti alcuni dei punti contestati: ad esempio l'obbligatorietà dell'educazione musicale e dell'educazione fisica.
Sospeso lo sciopero dei presidi. Niente sciopero l'11 gennaio per i dirigenti scolastici, sul piede di guerra per il rinnovo del contratto. Oggi Cgil, Cisl, Uil e Snals sono stati convocati per la firma dell'accordo.
Al via l'era della valutazione. Il giorno fissato è il 15 marzo: 2.500 scuole italiane si sottoporranno al primo test di valutazione degli istituti italiani. Si tratta di un progetto-pilota messo a punto dalla commissione presieduta dal professor Giacomo Elias. Dal prossimo anno il test diverrà obbligatorio per tutte le scuole. La necessità di una valutazione istituto per istituto è stata resa necessaria in primo luogo dall'autonomia scolastica, e dovrebbe servire ad avere ogni anno un quadro preciso delle attività svolte da tutte le scuole per verificare che siano rispettati gli standard nazionali. "Si tratta di prove che non hanno altro scopo se non quello di mettere a punto la complessa macchina della valutazione. L'obiettivo è chiarire quali siano le risorse necessarie sia dal punto di vista finanziario che delle risorse umane e organizzative", precisa Elias. Una delle preoccupazioni sollevate dalla creazione di un sistema di valutazione nazionale - elaborato dall'Istituto nazionale di valutazione del sistema di istruzione, Invalsi - è infatti che si crei una mappatura delle scuole di serie A e di serie B in un quadro di erosione continua dei finanziamenti pubblici.