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Maturità, addio quiz e la seconda prova diventerà mista

Matematica e fisica allo Scientifico. Latino e greco al Classico A gennaio si saprà se si parte subito. Via il tema di storia

05/10/2018
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la Repubblica

Ilaria Venturi

Chi ha riformato le prove, chi ritoccato la composizione delle commissioni. Ministro che trovi, Maturità che cambia. E così anche nel 2019 arriva il nuovo esame di Stato. Era già previsto nei decreti attuativi della " Buona scuola" e ampiamente annunciato, in realtà. Da ieri, con l’uscita della circolare del Miur, è ufficiale. Cosa cambia? Viene cancellata la terza prova, il "quizzone" tanto temuto dagli studenti introdotto nel 1997 dal ministro Berlinguer, e vengono rivisitati il tema di italiano e la seconda prova scritta. Inoltre, nel voto finale avrà più peso il percorso di studi del triennio: fino a 40 punti su 100, invece degli attuali 25. Alla commissione spettano poi fino a 60 punti: massimo 20 per ciascuna prova scritta e per l’orale. Fin qui tutto secondo quanto già deciso dal precedente governo. L’attuale ha rinviato, invece, con un provvedimento inserito nel decreto Milleproroghe, le due novità considerate più critiche: quest’anno non saranno requisito di accesso all’esame di Stato la prova Invalsi e lo svolgimento delle ore — 200 per i licei e 400 per tecnici e professionali — di alternanza scuola- lavoro. Un punto, quest’ultimo, sul quale il ministro Marco Bussetti ha già annunciato una revisione. Per l’ammissione all’esame conterà la frequenza a scuola — almeno i tre quarti delle ore previste di lezione — e il 6 in ciascuna disciplina, compreso la sufficienza nel comportamento.

Sulla nuova Maturità «ci saranno momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni», promette Bussetti che via Facebook invita i 500mila maturandi a farsi sentire se hanno dubbi. Ma è sulle prove scritte che arriva la svolta più sostanziale. Le innovazioni indicate dal gruppo di lavoro guidato dal linguista Luca Serianni, istituito lo scorso anno dall’ex ministra Valeria Fedeli, sono state tutte recepite. La prima prova di italiano avrà non più quattro, ma tre tracce: l’analisi del testo, che sarà proposta per due autori dall’unità d’Italia ad oggi. «Questo per offrire una maggiore scelta su autori di fine ‘800 inseriti in molti programmi, ma anche su testi dei primi anni Duemila » , spiega Serianni. Scompare il tema storico, ma «non viene cancellato l’approfondimento storico, che è fondamentale e che rientra nelle altre due tipologie » , precisa il linguista. Via anche il saggio breve: sarà un testo argomentativo, ma con meno documenti allegati. La terza tipologia di ordine generale, il caro e vecchio tema, partirà da un argomento di attualità e richiederà ai maturandi un’esposizione articolata, anche divisa per titoli, non un discorso a ruota libera. « L’obiettivo è verificare meglio la capacità dei giovani di argomentare e, soprattutto, di comprendere un testo, affinché siano in grado poi di capire ciò che in futuro si troveranno a leggere da cittadini » , la sintesi di Serianni. La seconda prova riguarderà più materie: matematica e fisica allo scientifico, latino e greco al classico. Anche se per quest’anno la seconda prova difficilmente sarà cambiata ( si saprà a gennaio). Infine sono state date indicazioni sulla correzione degli scritti per aiutare a uniformare le valutazioni, oggetto puntuale di polemiche; solo l’anno scorso la Puglia ha avuto il 3% di diplomati con lode e la Lombardia lo 0,5%. Cauti i presidi: «Vediamo come il tutto sarà declinato nella pratica», commenta Tiziana Sallusti del Mamiani di Roma.