Testo CCNL Istruzione e Ricerca

Home » Rassegna stampa » Nazionale » «Picchia mio figlio e legge Anna Frank» Sospesa la maestra `

«Picchia mio figlio e legge Anna Frank» Sospesa la maestra `

Arriva ancora una volta dalla Sicilia, da un istituto comprensivo in provincia di Catania, una storia che vede protagonista un'insegnante sospesa per due giorni dal lavoro e lasciata senza stipendio.

21/05/2019
Decrease text sizeIncrease text size
Il Messaggero

OMA Accusata di aver dato uno scappellotto a un alunno di 8 anni, la maestra si difende e replica: «Falso, sono stata sospesa per aver letto in classe il Diario di Anna Frank». Arriva ancora una volta dalla Sicilia, da un istituto comprensivo in provincia di Catania, una storia che vede protagonista un'insegnante sospesa per due giorni dal lavoro e lasciata senza stipendio. La docente, Giusi Cristaudo di 55 anni, insegna in una scuola primaria dell'istituto comprensivo Salvo Basso di Scordia, nel catanese, e nel mese di febbraio ha ricevuto un procedimento disciplinare da parte della preside della sua scuola, Loredana Argentino, in base alla denuncia di una mamma.
L'ACCUSALa madre di un alunno ha accusato, infatti, la maestra di aver dato uno schiaffo al figlio, che frequenta la terza elementare, e di aver trattato in classe tematiche con nozioni di matrice comunista. Intorno alla vicenda è scoppiato un nuovo caso, dopo quello di Palermo dove una professoressa di scuola superiore è stata sospesa per due settimane con l'accusa di non aver vigilato sull'operato dei suoi studenti che, in un lavoro assegnato a scuola, hanno paragonato il decreto sicurezza alle leggi razziali del 1938. La docente di Palermo negli ultimi giorni ha ricevuto il sostegno da parte del mondo della scuola da Nord a Sud, con tanto di petizione online per annullare la sospensione.
LE FAMIGLIEAnche nel caso di Catania, la maestra Cristaudo ha ricevuto la solidarietà di molte famiglie che, venute a conoscenza della sospensione, hanno provato a sostenere la sua causa a scuola. «È un'ingiustizia spiega infatti, incredula, la maestra Giusi sono completamente estranea ai fatti per quel che riguarda lo scappellotto all'alunno, in tanti anni che insegno non mi è mai capitata una cosa simile: non ho mai dato schiaffi ai miei bambini. Nozioni comuniste? Ho solo letto Anna Frank in classe, nell'ambito della giornata della Memoria. Sono commossa dall'affetto che mi è stato dimostrato da chi mi sta difendendo, dai miei ragazzi e da coloro che mi conoscono». Il presunto schiaffo sarebbe stato dato l'8 febbraio scorso mentre la lettura del diario della giovane vittima dell'Olocausto, sarebbe avvenuta a fine gennaio. Ma la preside, nonostante la manifestazione di solidarietà, dopo aver svolto le verifiche e aver ascoltato i testimoni, ha deciso comunque di sospenderla.
L'AVVOCATO«In realtà - spiega l'avvocato della docente, Dario Fina - nessuno ha visto niente. La mia assistita si è difesa con una memoria scritta, dove assicura che lo scappellotto non rientra nel suo modus operandi e che non ha fatto lezione con nozioni di matrice comunista». Ma la mamma del bambino, che avrebbe ricevuto lo schiaffo, accusa: «Ha picchiato mio figlio, lo obbliga a stare in piedi in classe e gli ha fatto saltare la merenda». Nella denuncia presentata alla preside, la donna ha allegato anche lo screenshot di una conversazione con la maestra in cui si legge un botta e risposta di messaggi tra le due: «Mio figlio - scrive la mamma - si è risentito quando ha ricevuto lo scappellotto». E la maestra replica: «Anche io mi risento quando mi fa sgolare perché non ha studiato o devo rimproverarlo continuamente perché sempre disattento. E comunque lo scappellotto è dato sempre in modo affettuoso, specie se gli ho ripetuto come fare una cosa 10 volte. Non sono la baby sitter. E dovreste interessarvi di più al loro profitto scolastico».
Intanto, fonti del Ministero dell'Istruzione hanno fatto sapere che, nell'atto con il quale il dirigente scolastico ha formalizzato il provvedimento disciplinare all'insegnante, Anna Frank non viene mai citata, non essendo oggetto del provvedimento stesso.
Lorena Loiacono