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Scuola, Bianchi si dice tranquillo Ma nelle classi il 20% è in Dad = Dad in una classe su 5 ma Bianchi minimizza: a casa l`11% degli alunni

A 10 giorni dal rientro a scuola il ministro fornisce le cifre ufficiali: l'89% degli studenti in presenza La Cgil: "Dati opachi, pronti a diffida". I presidi: "Le nostre stime diverse, i report siano settimanali"

20/01/2022
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la Repubblica

Corrado Zunino

ROMA - II professor Patrizio Bianchi, insediato al ministero dell'Istruzione dal febbraio 2021 (era il tempo della terza ondata), al picco della quarta spiega che riportare «gli studenti in classe» era un mandato diretto del premier Draghi, reso pubblico proprio al suo insediamento alla Camera. Adesso è il ministro Bianchi a rispondere a un question time parlamentare, esponendo i dati sui contagi a scuola che lo rendono più tranquillo. I numeri che offre, in verità, possono avere letture lontane. «Il gover no è stato coraggioso a ripartire in presenza e a ricorrere contro Regioni e Comuni chenon volevano», dirà Gabriele Toccafondi, l'uomo della scuola di Renzi, già sottosegretario in quel governo. «Non nascondiamoci la verità, non diciamo che le lezioni si stanno svolgendo regolarmente», replicherà Valentina Aprea, lei Forza Italia, era al Ïàïñî di Gelmini all'Istruzione oltre dieci anni fa. Eccoli, allora, i dati, aggiornati a mezzogiorno di ieri sull'81 percento degli istituti scolastici e resi pubblici dopo due ore dal ministro Bianchi: in Italia le classi completamentein Didattica a distanza sono solo il 6,6 per cento del totale, con punte minime in Calabria (2,9 per cento, dove tuttavia gli studenti a casa sono più del quadruplo) e punte massime in Molise (13,7 per cento). L'insieme delle classi con attività integrata - la difficile lezione in presenza e a distanza realizzata in contemporanea - è del 13,1 percento. Quindi, dal 10 gennaio scorso ìa Dad è stata attivata in modo totale o parziale nel 19,7 per cento delle classi italiane, una ogni cinque. Non è certo un dato irrilevante. Gii studenti a casa per contagio o quarantena, ha proseguito l'esposizione del ministro, sono 1'11,6 per cento e raggiungono in Sicilia il 16,1 per cento. Sono tutti a distanza, questi. Così suddivisi per ciclo: all'infanzia i positivi sono il 9 per cento, alla primaria il 10,9 per cento, alia secondaria (medice superiori calcolate insieme) il 12,5 per cento. Poi, il personale scolastico sospeso perché inadempiente con il Green Pass vaccinale: è pari allo 0,9 per cento. Sulla vaccinazione i dati, passati dal commissario Francesco Figliuolo, sono questi: tra i 12 e i 19 anni la copertura è al 76,5 per cento (almenodue dosi), sotto i dodici anni èa ciclo completo solo il 25 per cento. A fine esposizione ha commenta to Bianchi: «II grosso dei contagi si è verificato nel periodo di chiusura delle scuole. Se avessimo ceduto all'idea di una chiusura avremmo portato a casa 6,5 milioni di studenti. La pandemia non è passata, ma potremo vincerla». I problemi sono molti e variegati, ammette, quindi attacca «le stime» offerte dall'Associazione nazionale presidi: il 50 in presenza, 50 a casa. «Non avevano basi numeriche». Antonello Giannelli, il raccoglitore delle cifre ora contestate, replica: «Abbiamo presidi su tutto il territorio e quindi il polso della situazione, chiediamo al ministro di offrire questi dati ogni settimana». Il suo riferimento in Abruzzo da il segno chiaro della distanza tra i conteggi istituzionali e quelli fatti dal basso: «Nella nostra Regione la didattica a distanza riguarda, al momento, il 50 per cento delle scuole dell'infanzia, delle primarie e delle medie», spiega Costanza Ca valiere, preside e presidente regionale Anp. D'altro canto. Alessandra Mura, dirigente dell'Istituto Elena Lucrezia Corner di Fosso e Vigonovo (Città metropolitana di Venezia), si è rimessa a insegnare. E non solo le sue Lettere. Troppe cattedre sono state svuotate dal Covid. La FLC CGIL definisce i numeri di Bianchi «a dir poco fumosi e opachi». Di certo, all'elenco manca la progressione delle classi in
Dad che in una settimana è raddoppiata in Campania e nelle Marche e in Emilia è passata da 67 a 969. «Non ci resta che diffidare il ministro per inadempienza contrattuale», chiude Francesco Sinopoli contestando il fatto che il sindacato non ha ricevuto i dati. Pino Turi, segretario Uil: «La nostra percezione è che la scuola funzioni a metà».