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Scuola, Cgil: per 1 studente su 5 alternanza poco qualificata, va rilanciata

È quanto emerge dal secondo monitoraggio delle esperienze di alternanza scuola-lavoro promosso da Cgil, Flc-Cgil e Rete degli studenti medi e realizzato dalla Fondazione Di Vittorio.

14/02/2018
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Il Sole 24 Ore

I percorsi di alternanza scuola lavoro, resi obbligatori dalla legge 107 del 2015 (quella sulla Buona Scuola) per gli ultimi tre anni delle superiori, mostrano ancora il rischio di essere esperienze dequalificate per gli studenti. È quanto emerge dal secondo monitoraggio delle esperienze di alternanza scuola-lavoro promosso da Cgil, Flc-Cgil e Rete degli studenti medi e realizzato dalla Fondazione Di Vittorio.

I numeri 
Secondo i risultati dell'indagine, che ha coinvolto oltre 43.500 studenti delle classi terze e quarte, un ragazzo su 5 (nel precedente erano uno su 4) ha partecipato solo ad attività propedeutiche senza avere esperienze di apprendimento in contesti di lavoro (11%) oppure solo esperienze di lavoro al di fuori di una loro contestualizzazione basata su formazione e seminari organizzati dalle scuole (8,7%). Resta prevalente l'occasionalità dei percorsi e non la pluriennalità della progettazione (in quasi il 80% dei casi).

La Cgil: garantire percorsi di qualità 
Dal canto suo, la Cgil «chiede e vuole impegnarsi per un rilancio dell'alternanza che punti verso l'alto», come si legge nelle linee guida sull'alternanza scuola lavoro elaborate dalla Confederazione, per contrastare un utilizzo distorto e forme di abusi e per evitare che venga trasformata «in strumento del mercato del lavoro, sia sotto il profilo della sostituzione di manodopera, sia sotto quello del dumping contrattuale». Invece, secondo il sindacato, bisogna garantire standard e percorsi di qualità.

La ministra: niente compiti per chi fa tirocinio 
Sul fronte della formazione "on the job" dalla ministra Valeria Fedeli arriva una raccomandazione per gli insegnanti. «Si tende ancora a pensare che le ore di alternanza non siano parte integrante del percorso formativo - ha detto la ministra -. Ebbene, ci deve essere un equilibrio, una programmazione, che tenga conto anche del processo di alternanza. Per questo credo che non si possano caricare gli studenti di compiti a casa quando sono impegnati nello svolgimento di tirocini». «I docenti - ha sottolineato - non possono mostrare un atteggiamento di ostilità».