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Scuola, il pasticcio dei nuclei di valutazione: i presidi sotto esame sono anche controllori

Su 93 esaminatori ben 75 sono dirigenti scolastici che dovranno giudicare l'operato dei colleghi

07/08/2017
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la Repubblica

Salvo Intravaia

A settembre, scattano le pagelle (con ricaduta sullo stipendio) per i presidi. Ma nell’astruso meccanismo di valutazione dei dirigenti scolastici mancano ispettori ed esperti a sufficienza e così, in Sicilia, nella stragrande maggioranza dei Nuclei di valutazione, valutatori e valutati coincidono. Un mezzo pasticcio determinato da carenza di risorse? La materia è piuttosto complessa. La norma che ha introdotto nel lontano duemila l’autonomia scolastica ha previsto anche la valutazione dei capi d’istituto. Valutazione che, dopo 16 anni di attesa e mille rinvii, partirà tra meno di un mese. La partita è nelle mani del direttore dell’Ufficio scolastico regionale che, per assegnare il voto ai propri dirigenti scolastici, si avvale di Nuclei di valutazione di tre componenti che dovrebbero essere formati da ispettori (dirigenti tecnici), dirigenti amministrativi e esperti in valutazione dei processi scolastici. Oltre che da presidi.

In palio una fetta della retribuzione, quella di “risultato”, che al momento corrisponde al 5 per cento dello stipendio. Ma che, giurano gli addetti ai lavori, nei prossimi anni si incrementerà. E i Nuclei svolgono un’importante ruolo: visitano le scuole e verificano se quello che ha dichiarato nel Portfolio iniziale il dirigente scolastico corrisponde al vero e si accerta delle dinamiche sulla vita che si svolge in istituto. Ma nell’Isola, quella che doveva essere una presenza “di garanzia” nei nuclei di valutazione per i valutati, rappresenta la maggioranza. Il documento con i 31 nuclei di valutazione che passeranno al setaccio l’operato dei 748 dirigenti scolastici in servizio in Sicilia, è stato pubblicato dell’Ufficio scolastico regionale due giorni fa.
E basta osservare il tabulato per rendersi conto che su 93 valutatori gli esperti esterni sono soltanto due, 9 i dirigenti (tecnici o amministrativi) del Miur e 7 i presidi in pensione da  meno di tre anni. La restante parte, 75 componenti (pari all’81 per cento del totale), svolge un doppio ruolo: vestirà i panni del valutatore, come componente di un Nucleo o addirittura come coordinatore dello stesso, affibbiando un voto ai propri colleghi, basta che siano in servizio in un altro ambito territoriale rispetto al proprio. E contemporaneamente vestirà i panni dell’esaminato in un altro Nucleo quando toccherà a lui essere sottoposto a valutazione.