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Scuola materna, cala il numero dei bambini iscritti

Dossier Openpolis: restiamo sopra il 90 per cento, come richiesto dall'Unione europea, ma in nove stagioni abbiamo perso 4,5 punti. Sugli asili nido, invece, siamo sotto il 33 per cento raccomandato

07/02/2019
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la Repubblica

Corrado Zunino

L'Italia dalle scuole materne "esempio in Europa" è in difficoltà. Da almeno sei anni, ma segnali di arretramento sui livelli del servizio offerto nella fascia 3-5 anni si vedono dalla stagione 2007-2008. Il nostro Paese, secondo l'analisi "Il ruolo educativo e la presenza dell'infanzia" realizzata su fonti aperte dall'Associazione Openpolis, sostiene che le strutture offerte nella fascia di età della materna restano - come richiesto dal Consiglio europeo di Barcellona nel 2002 - sopra il 90 per cento, ma arretriamo.

Scuola materna, cala il numero dei bambini iscritti

Secondo gli ultimi dati, testati da Eurostat a maggio 2018, sul paramento scuola dell'infanzia siamo noni in Europa con il 92,6 per cento dell'offerta. Nella classifica il Belgio è in testa (con una percentuale prossima al 99 per cento), poi vengono la Svezia al 96,6 per cento e la Danimarca al 95,9. La Francia e la Spagna ci precedono, la Germania ci segue. Il Regno Unito è quint'ultimo, quindici punti al di sotto della media europea. Chiudono la graduatoria "accoglienza dell'infanzia" la Grecia (55,6 per cento) e la Croazia (51,3). Va ricordato che, per aumentare la presenza di scolari alla pre-primaria e per consentire un approdo alla prima elementare omogeneo per tutti i bambini, alcuni Paesi europei hanno deciso di rendere questa fascia di istruzione - l'infanzia - obbligatoria. In Italia sotto il Governo Renzi nel 2015 si è attuata la riforma cosiddetta 0-6, che, tuttavia, in molte regioni deve ancora mostrare i suoi frutti.

C'è una seconda classifica, però, e questa è detta Bes, che calcola la percentuale di bambini iscritti tra i 4 e i 5 anni. Anche qui siamo sopra il novanta per cento, ma in dieci stagioni abbiamo perso quattro punti e mezzo passando dal 95,6 per cento del 2008 al 91,1 del 2017. In particolare, la tendenza negativa si manifesta dalla stagione 2012-2013, la coda della grande crisi economica che ha coinvolto il mondo e fragilizzato l'Italia.   

Scuola materna, cala il numero dei bambini iscritti

Nella classifica "4-5 anni" l'area del Paese che soffre di più è quella centrale (80,9 per cento), leggermente al di sotto sui valori assoluti dello stesso Sud (90,1 per cento). Nel periodo 2010-2014 il numero di bambini in età da scuola dell'infanzia, tuttavia, è diminuito soprattutto nel Sud e nelle Isole, mentre è aumentato nel Centro-Nord. Si sono registrati incrementi consistenti nelle province emiliane (Parma +6,26 per cento; Ravenna +3,68, Piacenza +3,24, Bologna +3), nel Lazio (Latina +3,91 per cento, Viterbo +3,77; Frosinone +3,75); in alcune province della Toscana (Siena +4,42 per cento; Pisa +4; Grosseto +3) e in altre realtà come Rovigo (+4,9), Cuneo e Varese (+3), Mantova (+2,75), Monza (+2,66).

Nel Mezzogiorno in calo demografico si segnala la crescita di iscritti in alcune province sarde, in particolare Medio Campidano (+4,7 per cento) e Olbia Tempio (+3). Nella maggior parte del Sud, invece, il dato decresce in modo consistente. Così come in alcune realtà della Liguria, del Veneto e nelle province di Sondrio, Biella, Verbano-Cusio-Ossola.

Sul fronte degli asili nido - 0-3 anni -, infine, non siamo mai riusciti a soddisfare il target del 33 per cento di offerta nel Paese.