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Scuola: per i prof 96 euro di aumento medio, sul bonus merito più spazio al sindacato

Per gli insegnanti arriverà subito, forse già nel cedolino di marzo, una "una tantum" fino a 600 euro di arretrati. Poi, scatterà un aumento complessivo medio di 96 euro, superiore agli 85 euro medi previsti nell'intesa con i sindacati del 30 novembre 2016

10/02/2018
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Il Sole 24 Ore

Claudio Tucci

Per gli insegnanti arriverà subito, forse già nel cedolino di marzo, una "una tantum" fino a 600 euro di arretrati. Poi, scatterà un aumento complessivo medio di 96 euro, superiore agli 85 euro medi previsti nell'intesa con i sindacati del 30 novembre 2016. Per il personale della scuola, oltre 1,1 milioni di lavoratori tra docenti e tecnici-amministrativi, il nuovo contratto (che interessa pure circa 100mila addetti di università, eccetto i professori, ricerca e Afam) rinnovato dopo nove anni questa mattina porta in dote diverse novità, e nuove passi indietro rispetto alla legge 107.

Tutti gli aumenti 
Partiamo dagli aumenti. Si conferma per le qualifiche iniziale (specie quelle con anzianità di servizio, 0-8 anni) un elemento perequativo per far innalzare gli incrementi. A questo, poi, si aggiunge un ulteriore riconoscimento economico, che consente di giungere a un incremento stipendiale complessivo medio di 96 euro al mese per i docenti delle scuole (gli aumenti vanno da 80,40 euro a 110 euro) e di 105 euro al mese per i docenti dell'Afam, il settore dell'Alta formazione artistica musicale e coreutica. Come detto, più di quanto previsto dall'intesa di novembre. Per gli Ata, il personale tecnico-amministrativo delle scuole, l'incremento medio è di 84,5 euro (si va da un minimo di 80 a 89 euro), per l'università di 82 euro, per ricercatori e tecnologi di 125 euro, per l'area amministrativa della ricerca di 92 euro, per l'Asi, l'Agenzia spaziale italiana, di 118 euro. Salvaguardato, per le fasce retributive più basse, il bonus di 80 euro.

La parte normativa 
Diverse novità anche nella parte normativa, dove la trattativa all'Aran con i sindacati è stata più accesa. Qui si segnano aspetti innovativi, altri meno. Il Miur cede, anche se mantiene il punto nevralgico della valorizzazione del merito, sul bonus premiale. Parliamo dei 200 milioni di euro previsti dalla Buona scuola: da quanto si apprende, la procedura di assegnazione (da parte cioè del preside) rimane intatta. Si prevede, però, la contrattazione con il sindacato dei criteri generali per la determinazione dei compensi per valorizzare il merito degli insegnanti. Positivo invece il ritorno alle regole legislative sulla mobilità volontaria, al fine di garantire sempre di più il principio della continuità didattica ai ragazzi: i docenti rimarranno per almeno tre anni sull'istituzione scolastica assegnata e richiesta volontariamente. Così prevede il nuovo contratto. Complessivamente, si rida centralità alla contrattazione integrativa, che potrà finalizzare specifiche materie in tema, tra l'altro, di offerta formativa e di processi di innovazione e valorizzazione delle professionalità. Il personale docente e Ata delle scuole beneficerà di una sequenza contrattuale che servirà a studiare un nuovo modello di sviluppo professionale, adeguato ai tempi. Per i docenti, ciò potrebbe (il condizionale è d'obbligo) portare, per la prima volta, ad istituire una carriera.

Capitolo sanzioni disciplinari 
Il contratto prevede anche nuove misure a salvaguardia degli studenti e di un sano rapporto con i loro docenti. Si prevedono misure disciplinari per chi usa in modo improprio, ovvero con fini non coerenti con l'obiettivo dell'istruzione, della formazione e dell'orientamento, i canali di comunicazione informatici o i social per relazionarsi con gli studenti. I docenti che dovessero violare la fiducia accordatagli, mettendo in atto comportamenti o molestie di carattere sessuale nei confronti dei loro alunni, saranno licenziati.