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Stipendi più pesanti a maggio

È l'effetto del nuovo contratto che scade a fine anno

08/05/2018
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ItaliaOggi

Carlo Forte

In media 50 euro netti in più in busta paga dal mese di maggio e arretrati una tantum dai 400 ai 500 euro, sempre netti. Lo ha fatto sapere il ministero dell'economia con una nota emanata il 2 maggio scorso (reperibile sul sito: www.noipa.mef.gov).

È l'effetto della sottoscrizione definitiva del nuovo contratto avvenuta all'Aran il 19 aprile scorso. L'accordo è stato firmato da Cgil, Cisl, Uil e Gilda-Unams (lo Snals non lo ha firmato).

Gli aumenti sono stati calcolati al lordo dipendente: una formula che indica l'importo comprensivo dei contributi previdenziali a carico del lavoratore (11%) dell'Irpef e delle tasse comunali e regionali. E siccome al crescere degli importi spettanti sale anche l'imposizione fiscale, la somma da versare in busta paga al netto delle trattenute si aggira mediamente intorno ai 50 euro per tutte le qualifiche del comparto, docenti, amministrativi e personale ausiliario. Ciò a prescindere dalla qualifica ricoperta e dall'anzianità di servizio.

Ecco qualche esempio. Un docente di scuola secondaria di II grado, che vanti un'anzianità di servizio di 30 anni, si trova attualmente collocato nella fascia da 28 a 34 anni. Vale a dire nell'intervallo che delimita il minimo e il massimo temporale nel quale si ha diritto ad essere inquadrati nella classe 28. Questo docente ha diritto ad un incremento mensile lordo pari a 106,7 euro. Per ricavare l'imponibile (la cifra sulla quale si applica l'imposizione fiscale) bisognerà sottrarre la somma corrispondente ai contributi previdenziali a carico del lavoratore pari all'11% dell'importo. L'imponibile, dunque, sarà fissato nell'ordine di 95 euro. Questo importo dovrà essere decurtato del 38%, che è l'aliquota Irpef da applicare in questo caso. La differenza sarà pari a 59 euro ai quali bisognerà applicare un'ulteriore decurtazione di circa 50 centesimi pari allo 0,5% (la percentuale media della tassa comunale) e una trattenuta aggiuntiva di 2 euro, che è pari all'aliquota che viene mediamente applicata per l'addizionale regionale. Alla fine il docente interessato incasserà un aumento netto di poco più di 55 euro mensili.

Gli aumenti netti, peraltro, si aggireranno tutti intorno a questa cifra. Perché a fronte di importi più bassi, collegati alle diverse qualifiche e alla minore anzianità, corrisponde un minore importo della contribuzione previdenziale e un'aliquota Irpef inferiore. Che determinano una sorta di effetto perequativo.

Per esempio, il collaboratore scolastico inquadrato nella classe 15, dunque con un'anzianità di servizio da 15 a 20 anni, percepirà un aumento lordo di 83,40 euro. L'imponibile in questo caso è pari a 74,20 euro. Su questi bisognerà applicare l'aliquota Irpef del 27% e, quindi, il netto sarà di 55 euro, sui quali bisognerà applicare una decurtazione di circa 2 euro, pari alla somma dovuta per la tassa comunale e l'addizionale regionale. A conti fatti, l'aumento netto del collaboratore scolastico di cui si discute sarà pari a circa 53 euro a fronte dei 55 euro del docente di scuola secondaria di II grado di cui sopra.

Gli arretrati, al netto delle imposte dovrebbero aggirarsi intorno ai 400-500 euro a testa. Fin qui gli aspetti strettamente retributivi.

Quanto alle altre novità collegate alla firma del nuovo contratto, bisogna anzitutto segnalare che le organizzazioni sindacali aventi titolo a partecipare alla contrattazione integrativa passano da 5 a 4. Il nuovo contratto prevede, infatti, che i sindacati non firmatari restino esclusi dalla contrattazione integrativa. A nulla rilevando che si tratti di sindacati rappresentativi o non rappresentativi. E siccome lo Snals non ha firmato il nuovo accordo, stando alla lettera del contratto non dovrebbe partecipare alla contrattazione integrativa. L'esclusione, però, dovrebbe durare poco.

Il nuovo contratto, infatti, scadrà il prossimo anno e, a meno che la contrattazione non rimanga sospesa per anni (come avvenuto per il contratto del 2009), lo Snals avrà nuovamente accesso al tavolo negoziale rinnovo del contratto, che dovrebbe essere predisposto il prossimo anno. In quell'occasione, peraltro, si verificherà un ulteriore ampliamento del numero delle delegazioni sindacali, che dovrebbe passare dal 5 a 6, con l'ingresso dell'Anief che, secondo gli ultimi riscontri, dovrebbe avere ottenuto la rappresentatività avendo superato il 5% necessario tra numero di iscritti e voti alle ultime elezioni delle Rsu.

Resta ancora aperta, invece, la questione delle sanazioni disciplinari dei docenti. Nel corso delle trattative, infatti, è stato eccepito che agli insegnanti si applica la disciplina (più severa rispetto a quella degli altri dipendenti pubblici) contenuta nel decreto legislativo 297/94. E ciò determina una carenza di competenza dei dirigenti scolastici in materia di sanzioni sospensive, così come accertato dalla costante giurisprudenza di merito. Le parti, dunque, hanno rinviato al regolazione della materia ad una sessione negoziale aggiuntiva che si terrà entro il mese di luglio.